Il mio libro

 

Ho riscritto questo libro tante volte. Troppe.

Un giorno mi ha detto: “Basta, voglio uscire da qui, ho bisogno d’aria, voglio vedere gente, viaggiare, farmi sfogliare, amare, odiare…”

Stufa delle anticamere infinite presso le case editrici, decisa a non pagare un cent ai numerosi EAP (editori a pagamento) camuffati da editori, ho deciso che avrei fatto tutto da sola, ricorrendo alla famosa piattaforma di self-publishing  creata dal Gruppo Editoriale L’Espresso, “ilmiolibro.it”.

Non è stato semplice, ma ci sono riuscita. Ho ripreso il testo in mano, bisognava impaginarlo, rifare la formattazione,  correggerlo, per l’ennesima volta. Scegliere font, layout, foto, copertina… mentre lui scalpitava per uscire allo scoperto…

“Forza, fammi uscire, non puoi tenermi ancora prigioniero. Sono anni che aspetto questo momento, ti prego, liberami!”

Novembre è stato un mese molto travagliato, ma alla fine ci sono riuscita. Il 1° dicembre 2011 alle 21.30 il nostro romanzo è stato pubblicato e si trova nella vetrina virtuale de “ilmiolibro.it” con il titolo “Tesoromio Dos Santos, il gatto venuto dal Brasile”.  Subito dopo mi sono sentita più leggera e soprattutto felice per aver pubblicato la storia di un amore durato 20 anni. Il mio gattino continuerà a vivere fra le pagine del suo libro tutte le volte che qualcuno lo leggerà. 

                                                  

Tesoromio è mancato  l’8 dicembre 2009, i suoi ultimi momenti nel post che non avrei mai voluto scrivere: L’ultimo viaggio di Tesoromio

Solo per maggio e giugno, il libro è posto in vendita al prezzo speciale di € 10,00 (dieci) + le spese di spedizione. Potete acquistarlo unicamente online tramite carta di credito, bancomat, PostePay, carta prepagata, vi sarà recapitato nel giro di qualche giorno tramite corriere, direttamente a casa vostra.

© 2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

  • Per leggere la storia fantastica e avventurosa di Tesoromio, clicca qui
  • Per acquistare il mio libro, clicca qui

 

Il 6 e 7 maggio vota per cambiare il futuro di Palermo

 

Vota ”PUCCIO” al Consiglio Comunale di Palermo!

 

Sono 147 i comuni siciliani che il 6 e 7 maggio andranno alle urne.

Come sapete, sono  candidata al Consiglio Comunale di Palermo.  Ho presentato un programma che prevede la difesa e la tutela degli animali della città, “Palermo, città amica degli animali” schematizzato in 20 punti, tutti da sviluppare, che comprendono anche una serie di iniziative volte a migliorare l’immagine della città. 

Faccio parte della lista “Vizzini, Riformisti per Palermo” capitanata dal Senatore Carlo Vizzini. Per conoscere tutte le liste e i relativi candidati cliccate qui.

Sostengo il candidato a sindaco Fabrizio Ferrandelli, che conosco e seguo da anni, poiché lo ritengo in grado di governare Palermo. Fabrizio ha dimostrato di voler costruire il futuro di una città bombardata da anni di malgoverno.

Siamo agli sgoccioli, quindi un veloce promemoria per non sbagliare il vostro voto: sulla scheda grigia, sbarrate il simbolo “Vizzini Riformisti per Palermo” e scrivete “PUCCIO“. Di seguito il fac-simile:

     

Si vota domenica  dalle 08.00 alle 22.00, e lunedì, dalle 07.00 alle 15.00. Le operazioni di scrutinio avranno inizio lunedì, subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti.

Ringrazio tutti coloro che mi voteranno,  so bene di avere una possibilità su un milione di essere eletta, la mia modesta “campagna elettorale” è stata basata sul passaparola e la diffusione sul web: blog e social network. La mia faccia non è comparsa sui cartelloni, non avendo avuto a disposizione né fondi, né finanziatori o sponsor.  Ho speso in tutto un centinaio di euro e non avrei potuto permettermi d’investire grosse cifre in propaganda elettorale. I candidati al Consiglio Comunale di Palermo sono 1319… troppi… la maggior parte delle persone che conosco ha un parente, un familiare o un amico che si candida!

Ricordate che votare è un diritto, oltre che un dovere, pensiamo a tutti quei Paesi in cui la gente non può esprimere il proprio parere. Siamo fortunati, abbiamo la possibilità di eleggere qualcuno in cui crediamo, non è poco! Mi rendo conto delle delusioni provocate dalla cattiva politica, ma proprio per questo dobbiamo recarci alle urne, con serenità e ottimismo, nell’ottica di un cambiamento che permetta alla città di Palermo di risorgere. 

 

Vota ”PUCCIO” al Consiglio Comunale di Palermo!

 

Ci aggiorniamo non appena saranno disponibili i risultati delle votazioni.

Buon voto a tutti!

© 2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

Clicca qui  per leggere il mio programma “Palermo, città amica degli animali”.

 

Categorie:Politica, Società

Pinterest, il nuovo social network e il fattore ispirazionale

 

Questo nuovo social network si basa sul photo sharing, la condivisione di foto. Se su Facebook si “posta” e su Twitter si “twitta”, su Pinterest si “pinna” (dall’inglese “to pin” che significa “fissare con puntine”). Ricordate la vecchia bacheca di sughero, dove con le puntine da disegno si attaccavano foto e appunti? Il meccanismo è identico, ma la bacheca è universale.

Il nome Pinterest deriva dalla fusione di “pin” e “interest” e consiste in una grande “bacheca” virtuale dove appuntare le immagini (o i video) che amiamo: gli oggetti che vorremmo acquistare, i viaggi che desideriamo intraprendere,  le nostre preferenze in fatto di moda, beauty, arredamento, libri, le foto dei nostri animali, i ricordi,  ecc. Il tutto è ordinato in “Boards”, vetrinette tematiche. La parte testuale prevede commenti, likes e repins.

 

A differenza di Facebook, con Pinterest è possibile selezionare a priori quali contenuti visualizzare da un utente, senza dover subire ogni cosa che venga postata, infatti si può seguire una board isolata. Conviene ricordarselo quando creiamo le nostre board,  più sono specifiche, meglio è, potremo contare su una schiera più numerosa di follower.

Si accede al network tramite invito o richiedendo l’iscrizione che viene convalidata in tempi brevissimi. In caso di difficoltà, richiedetemi l’invito, chi volesse seguirmi, può cliccare qui.

Pinterest si integra perfettamente con Facebook, i vostri contatti se presenti, vengono informati della vostra iscrizione e quindi possono cominciare a seguirvi in toto o in parte, in base alle bacheche di loro preferenza.

Alcuni dati: a oggi ben 12 milioni di iscritti, di cui almeno 500 mila in Italia, il 78% degli utenti sono uomini,  al contrario degli USA dove l’82% sono donne.

Da ciò si comprende la potenzialità del network, infatti si mormora che Pinterest stia battendo Facebook.

Io lo trovo coinvolgente e mi piace comunicare attraverso foto e disegni, inoltre pinnando le immagini dai propri siti e blog, si aumenta il traffico di visitatori; di conseguenza anche le copertine dei libri in vendita online potranno essere pinnate in appositi boards creati ad hoc. Interessante veicolo di promozione quindi non solo per scrittori e case editrici; tutti i siti di e-commerce potranno amplificare visite e promuovere vendite. Esiste già una bacheca dedicata ai gift (regali) suddivisa per fasce di prezzo, dove l’immagine riporta al sito web in cui è possibile acquistare l’articolo. Pinterest rappresenta una vetrina virtuale di ampio respiro, promette visibilità, favorisce il marketing, è semplice e immediato. Molte aziende italiane sono già presenti,  pare che il trend sia destinato a salire vertiginosamente.

Per ulteriori info e consigli sull’uso di Pinterest cliccate qui;  un altro articolo (in inglese), molto ricco di dettagli è disponibile a questo link.

Happy pinning a tutti!

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Nella quotidianità, il genio

23 Febbraio 2012 2 commenti

 

Ricordo ancora una delle mostre più belle di arte moderna e contemporanea “The Andy Warhol Show” alla Triennale di Milano (2004). Più che una mostra, un’esperienza multimediale. Trascorsi un intero pomeriggio a guardare e rimirare tele, copertine (Warhol lavorò come grafico pubblicitario presso le più famose riviste di moda, come Vogue, Harper’s Bazar, Glamour) filmati, fotografie, testimonianze varie di una vita intensa e ricca di talento. 

    

Sono trascorsi 25 anni dalla scomparsa di Andrew Warhola (Pittsburg, 06/08/28- New York, 22/02/87), come si chiamava prima di diventare una star. Evidenziò in modo indelebile gli anni ’60 sfruttando la banalità di immagini quotidiane, assurte a  icone simbolo dell’epoca: bevande, cibo, detersivi. Utilizzò la tecnica di stampa usata nella serigrafia che coniugata alla sua creatività gli permise di produrre opere che avrebbero acquisito nel tempo un valore stratosferico.

La sua arte serial-popolare rientrò nel filone della  Pop-Art di cui fu il maggior rappresentante, restando uno degli artisti più quotati del ‘900, grazie anche alla riproduzione di volti noti del cinema, della musica e della politica.

Fondò “The Factory“, il laboratorio creativo situato al quinto piano nei pressi della 47^ strada di Manhattan, dove  negli anni ’80 confluirono le nuove generazioni di artisti, da Keith Haring a Jean-Michel Basquiat. L’edificio che ospitava The Factory oggi non è più esistente.

Negli ultimi anni della sua vita, si occupò della rivisitazione di opere dei grandi maestri del Rinascimento: Paolo Uccello, Piero della Francesca e in particolare Leonardo da Vinci, lavorando al ciclo “The Last Supper” (L’ultima cena).

Un film-documentario che vi consiglio, è “Andy Warhol: a documentary”, una produzione davvero interessante e di gran qualità, precisa e dettagliata, in cui la voce narrante è affidata alla cantante Laurie Anderson, che permette di focalizzare l’artista e la storia dell’arte e del costume fra gli anni ’60 e ’80.

Il museo, le collezioni e le news: http://www.warhol.org/

La Fondazione: http://www.warholfoundation.org/

Le mostre in Italia:

  • Al Centro Saint-Benin di Aosta “Dall’apparenza alla trascendenza”, fino all’11 marzo, con le opere più famose;
  • A Roma dal 12 giugno “Andy Warhol Headlines” presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Grazie la collaborazione con i maggiori musei americani, vengono presentate per la prima volta le opere basate sui simboli linguistici e non sulle icone.

 

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Letteratura coi baffi per la Festa dei Gatti!

17 Febbraio 2012 4 commenti

 

Celebriamo la Festa del Gatto di venerdì 17 febbraio con uno shopping in libreria!

Vi presento una selezione di sette libri per tutti i gusti: un classico, un giallo, un manuale, uno illustrato e tre romanzi, dove protagonista indiscusso è il Divino Felino.

Luis Sepùlveda e la sua Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Zorba il gatto assicura al gabbiano morente che si occuperà del suo piccolo.

Lei gli affiderà il suo uovo facendosi promettere che ne avrà cura, non lo mangerà e una volta cresciuto gli insegnerà a volare.                   

 

Per gli amanti del genere, un giallo di Cornelius Kane, Gli ingrattabili dove i protagonisti sono cani e gatti che parlano e si comportano da umani…  il miglior agente dell’FBI, Feline Bureau of Investigation, è Cassius Lap.

 Un manuale sul gatto che sembra un romanzo, da leggere e consultare spesso, con tante informazioni utili, basate anche sulle stagioni, aneddoti ed episodi autobiografici scritto da Roberto Allegri: Il gatto giorno per giorno 

 L’autore ci racconta il comportamento dei suoi 6 gatti nel corso dei diversi mesi dell’anno approcciando tematiche legate  all’etologia o a questioni pratiche quotidiane come l’alimentazione, le vaccinazioni, i giochi.

 

Come vivere con un gatto nevrotico di Stephen Baker, libro illustrato e godibilissimo, ahimè fuori catalogo ma reperibile per pochi euro facilmente su eBay (ho già verificato).

 Vicki Myron e Bret Witter presentano Io e Dewey, la storia (vera) del “gatto da biblioteca” che ha commosso il mondo, adottato dall’autrice/bibliotecaria.

Grazie a lui gli abitanti della cittadina di Spencer, iniziarono a frequentare in modo assiduo la biblioteca del paese. La storia di un gatto speciale che compì più di un miracolo!

 Licia Colò con la storia divertente e commovente della sua gatta Pupina, raccontata in Cuore di gatta

E infine io, scrittrice sconosciuta, esordiente al primo libro, con un romanzo che sembra una favola, dedicato al mio indimenticabile micio adottato nel 1990 in Brasile e vissuto quasi 20 anni al mio fianco. Abbiamo trascorso il primo anno della sua vita viaggiando a bordo di due navi in rotta dall’ Europa occidentale verso l’Africa e il Brasile, vivendo tante avventure: Tesoromio Dos Santos, il gatto venuto dal Brasile.

Un post divertente sul gatto nell’arte e nel cinema, è disponibile nell’altro mio blog: http://tesoromio.blog.tiscali.it

Concludo regalandovi la leggenda delle fusa.

C’era una volta una principessa che per salvare il suo principe doveva filare diecimila matasse di filo in un mese. L’impresa sembrava impossibile, ma la donna riuscì nell’intento grazie all’aiuto dei suoi gatti, che l’aiutarono svolgendo il filo e facendo funzionare i fusi. Così, per ricompensarli, la principessa regalò ai suoi piccoli amici le fusa, cioè il suono prodotto dai fusi del filatoio quando girano, affinché potessero dimostrare il loro amore agli umani.

Diffidate di chi non ama i gatti!

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P.S.

Cliccando il titolo dei libri indicati, si aprirà il sito dove è possibile acquistarli online.

 

Categorie:Argomenti vari, Cultura

Ci sono palermitani che…

21 Gennaio 2012 11 commenti

 

Ci sono palermitani che non hanno mai preso un autobus o un taxi in tutta la loro vita.

Ci sono palermitani che vanno a comprare il pane a 100 metri da casa prendendo l’auto.

Ci sono palermitani disoccupati o con gravi problemi di lavoro che non rinunciano all’auto, costi quel che costi.

Ci sono palermitani che si meravigliano quando affermo che vado a fare la spesa a piedi con il mio trolley.

Ci sono palermitani che si scandalizzano se qualcuno ha rinunciato definitivamente all’auto.

Ci sono palermitani che non andrebbero mai in bici al lavoro, come invece accade in molte città europee, notoriamente più fredde del capoluogo siciliano.

Ecco, alle suddette categorie di persone dico: restare giorni o settimane senza benzina, vi permetterà d’imparare a camminare a piedi, ove possibile (investire sulle scarpe è d’obbligo) o utilizzare mezzi alternativi (acquistare il biglietto per l’autobus è d’obbligo), pensando che una soluzione ai tanti mali della città (smog, traffico, problemi di parcheggio, rincari del carburante) può essere il car sharing,  la condivisione dell’auto con vicini di casa e colleghi.

Continuate a fare la fila ai distributori e buona domenica.

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Kmzero Slowbookstore, quando è l’editore a pagare l’affitto in libreria

11 Gennaio 2012 4 commenti

 

A marzo 2012 aprirà a Milano in via Cadore “Kmzero” Slowbookstore, la prima libreria che ospiterà opere di case editrici indipendenti italiane.

Chi cercherà la biografia del famoso calciatore, il best-seller del conduttore TV o l’ultimo libro di ricette famose, resterà deluso. Secondo la filosofia aziendale, nessun libro della top ten troverà posto in vetrina.

La libreria, che si estende su una superficie totale di 250mq e tre piani, è frutto di un investimento complessivo di circa € 500mila e accoglierà i testi di 200 case editrici. I titolari, Renzo Xodo e Ilaria Spagnoli, hanno precisato che non ci sarà spazio per titoli di editori a pagamento.

È un’affermazione molto suggestiva e interessante, che spero verrà mantenuta nel tempo. La formula organizzativa è un po’ particolare: ogni editore avrà in affitto uno spazio di un metro lineare (o multipli), a un costo di € 800,00 per 30 mesi d’affitto (€ 26,6 al mese, meno di un euro al giorno) per esporre la sua produzione.

Per la prima volta  un editore paga per esporre i propri libri negli scaffali di una libreria:-)

Ripartire il rischio d’impresa, come in questo caso, è davvero innovativo, ma è stato molto criticato dagli addetti ai lavori.

Comunque sia, è una svolta.

Finora erano stati gli autori a pagare gli editori per farsi pubblicare:-(

E se fosse un nuovo inizio? Molte librerie stanno morendo, soffocate dai grandi gruppi e dalle vendite online. I piccoli editori non hanno spazi, cercano visibilità e forse “Kmzero” potrebbe essere una chance.

Il costo, per quanto accessibile, da qualche parte verrà spalmato.
Aumenterà il prezzo dei libri? Diminuirà la percentuale dei diritti d’autore? Per ora domande senza risposta, sono curiosissima di sapere quante e quali case editrici indie hanno scelto di aderire al progetto e soprattutto verificare se si sono intrufolati anche editori a pagamento.

Ne sapremo di più a marzo.

© 2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

Fonti:

http://www.kmzerolibreria.com/

http://www.finzionimagazine.it/

 

Giornata del Pubblico Dominio, ovvero scadenza dei termini di tutela del copyright

 

Il 1° gennaio di ogni anno è la  Giornata del Pubblico Dominio in cui si celebra la scadenza dei termini di tutela del copyright sulle opere create da autori deceduti da 70 anni e così migliaia di opere entrano a far parte del pubblico dominio. Di conseguenza diventano un bene comune, sono disponibili a tutti e utilizzabili per i fini più diversi.

Tali opere possono essere rielaborate o fornire lo spunto per realizzare nuove creazioni, in prosa o poesia, essere pubblicate su siti e blog, stampate per essere diffuse fra amici e colleghi, diventare un film, senza infrangere alcun diritto d’autore.

L’iniziativa è dovuta a COMMUNIA, the European Thematic Network on the Digital Public Domain, grazie al sostegno speciale di Open Knowledge Foundation (UK) e del Center for the Study of Public Domain della Duke University (USA).

Con l’occasione, l’associazione Liber Liber rende fruibili nel suo sito  una serie di opere per scadenza del relativo copyright.

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Categorie:Argomenti vari, Cultura

Indagati 5 editori

7 Gennaio 2012 1 commento

 

Bene, adesso gli editori si stanno impegnando a speculare anche sugli eBook.

In pratica, Hachette Livre, Harper Collins, Simon & Schuster, Penguin e Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck, avrebbero creato un cartello per tenere alti i prezzi degli eBook acquistati dagli utenti attraverso i loro siti web.

Di rimando, sono nati una serie di siti dove è possibile scaricare gratis (e illegalmente) gli stessi eBook venduti altrove a pagamento. Da notare che in media il 20% degli eBook vengono scaricati in questo modo.

Su Amazon  le vendite di eBook superano quelle dei libri cartacei, compresi i tascabili. Dal primo aprile a oggi il rapporto tra i libri elettronici per il Kindle e la somma degli economici e degli hardcover di carta (i libri a copertina rigida) è di 105 a 100. Grazie anche ai prezzi contenuti  del dispositivo di lettura wireless “Kindle” che costa circa € 100,00, il sorpasso del digitale sul cartaceo è avvenuto pienamente.

Amazon sembrerebbe l’unico gruppo nel suo settore che non conosca crisi. In vetrina sono presenti numerosi classici e qualche best-seller (non recentissimo),  posti in vendita a € 0.99, 2,99, 3,99;  i possessori di Kindle scaricano i testi acquistati in meno di 60 secondi grazie al Wi-Fi integrato. Disponibili alcuni eBook completamente gratuiti. Purtroppo i successi editoriali più recenti mantengono costi elevati anche su Amazon.

Con l’occasione vi segnalo che l’associazione culturale Liber Liber propone dalle pagine del suo sito anche una serie di eBook in formato ePub compatibile con tutti i reader in commercio, che è possibile visualizzare su qualsiasi dispositivo, privi di DRM (protezione elettronica anti-copia). Il download a scelta è gratuito, o a pagamento, a un costo simbolico di € 0,99 per sostenere l’associazione. I prezzi bassi sono l’unica arma per combattere la pirateria, li attuò anche Steve Jobs vendendo su iTunes musica a costi contenuti (non per nulla è al top fra i distributori nel mercato digitale).

Quando comprenderanno gli editori che solo abbassando radicalmente i prezzi degli eBook svilupperanno le vendite? E’ impensabile che un eBook debba costare poco meno del cartaceo, la differenza fra i due formati c’è, è si deve percepire anche nel costo finale.

L’editore deve capire che non può mettere carta e pixel sullo stesso piano.

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Categorie:Argomenti vari, Cultura

E voi, lascereste andar via i vostri libri?

1 Gennaio 2012 4 commenti

Io sono MOLTO gelosa dei miei libri.

Ovviamente non li presto!

Di tanto in tanto, apro la biblioteca, spolvero e risistemo tutto, lasciando in evidenza quelli da leggere e i più belli (in genere storia dell’arte, geografia e guide turistiche). Seleziono anche dépliant e brochure,  promuovendo i più validi in un apposito scaffale.

Però il BookCrossing mi affascina. Pensare di lasciare un libro a Palermo, etichettandolo, e seguire il suo viaggio tramite un sito, ritrovandolo magari in un paese sperduto del Sud America è davvero eccitante… magia della Rete!

L’iscrizione al sito è veloce e dopo aver registrato e rilasciato un libro, ogni utente può inserire un commento al rilascio (release note) per comunicare in modo più o meno preciso dov’è stato liberato il libro. È possibile curiosare tra i rilasci in corso, scegliendo nazione, provincia, località e zona del rilascio. A oggi in Italia sono stati rilasciati circa 1.500 libri; se il dato appare in rosso, significa che qualcuno ha liberato un libro negli ultimi 3 giorni.

Il sito è stato lanciato il 21 aprile 2001,  attualmente sono presenti 985.557 BookCrosser e 8.379.567 libri che viaggiano in 132 Paesi. Le tre nazioni più attive nel BookCrossing sono Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna.

Trovo sia un esperimento interessante che da qualche anno sta prendendo piede anche in Italia (in alcune Regioni mica tanto!) e permette di leggere gratuitamente qualche libro, sempre che ce ne siano nella propria città.

Potrebbe esser funzionale anche per promuovere le opere di scrittori esordienti? Secondo me sì,  lo vedo come un sistema utile per far “girare” il nome dell’autore, oltre che il libro.

Prima o poi lo testerò, intanto mi sono iscritta!

© 2012 Mirella Puccio –Tutti i diritti  riservati

Categorie:Argomenti vari, Cultura