Ci sono palermitani che…

21 Gennaio 2012 9 commenti

 

Ci sono palermitani che non hanno mai preso un autobus o un taxi in tutta la loro vita.

Ci sono palermitani che vanno a comprare il pane a 100 metri da casa prendendo l’auto.

Ci sono palermitani disoccupati o con gravi problemi di lavoro che non rinunciano all’auto, costi quel che costi.

Ci sono palermitani che si meravigliano quando affermo che vado a fare la spesa a piedi con il mio trolley.

Ci sono palermitani che si scandalizzano se qualcuno ha rinunciato definitivamente all’auto.

Ci sono palermitani che non andrebbero mai in bici al lavoro, come invece accade in molte città europee, notoriamente più fredde del capoluogo siciliano.

Ecco, alle suddette categorie di persone dico: restare giorni o settimane senza benzina, vi permetterà d’imparare a camminare a piedi, ove possibile (investire sulle scarpe è d’obbligo) o utilizzare mezzi alternativi (acquistare il biglietto per l’autobus è d’obbligo), pensando che una soluzione ai tanti mali della città (smog, traffico, problemi di parcheggio, rincari del carburante) può essere il car sharing,  la condivisione dell’auto con vicini di casa e colleghi.

Continuate a fare la fila ai distributori e buona domenica.

© 2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

 

Kmzero Slowbookstore, quando è l’editore a pagare l’affitto in libreria

11 Gennaio 2012 4 commenti

 

A marzo 2012 aprirà a Milano in via Cadore “Kmzero” Slowbookstore, la prima libreria che ospiterà opere di case editrici indipendenti italiane.

Chi cercherà la biografia del famoso calciatore, il best-seller del conduttore TV o l’ultimo libro di ricette famose, resterà deluso. Secondo la filosofia aziendale, nessun libro della top ten troverà posto in vetrina.

La libreria, che si estende su una superficie totale di 250mq e tre piani, è frutto di un investimento complessivo di circa € 500mila e accoglierà i testi di 200 case editrici. I titolari, Renzo Xodo e Ilaria Spagnoli, hanno precisato che non ci sarà spazio per titoli di editori a pagamento.

È un’affermazione molto suggestiva e interessante, che spero verrà mantenuta nel tempo. La formula organizzativa è un po’ particolare: ogni editore avrà in affitto uno spazio di un metro lineare (o multipli), a un costo di € 800,00 per 30 mesi d’affitto (€ 26,6 al mese, meno di un euro al giorno) per esporre la sua produzione.

Per la prima volta  un editore paga per esporre i propri libri negli scaffali di una libreria:-)

Ripartire il rischio d’impresa, come in questo caso, è davvero innovativo, ma è stato molto criticato dagli addetti ai lavori.

Comunque sia, è una svolta.

Finora erano stati gli autori a pagare gli editori per farsi pubblicare:-(

E se fosse un nuovo inizio? Molte librerie stanno morendo, soffocate dai grandi gruppi e dalle vendite online. I piccoli editori non hanno spazi, cercano visibilità e forse “Kmzero” potrebbe essere una chance.

Il costo, per quanto accessibile, da qualche parte verrà spalmato.
Aumenterà il prezzo dei libri? Diminuirà la percentuale dei diritti d’autore? Per ora domande senza risposta, sono curiosissima di sapere quante e quali case editrici indie hanno scelto di aderire al progetto e soprattutto verificare se si sono intrufolati anche editori a pagamento.

Ne sapremo di più a marzo.

© 2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

Fonti:

http://www.kmzerolibreria.com/

http://www.finzionimagazine.it/

 

Giornata del Pubblico Dominio, ovvero scadenza dei termini di tutela del copyright

 

Il 1° gennaio di ogni anno è la  Giornata del Pubblico Dominio in cui si celebra la scadenza dei termini di tutela del copyright sulle opere create da autori deceduti da 70 anni e così migliaia di opere entrano a far parte del pubblico dominio. Di conseguenza diventano un bene comune, sono disponibili a tutti e utilizzabili per i fini più diversi.

Tali opere possono essere rielaborate o fornire lo spunto per realizzare nuove creazioni, in prosa o poesia, essere pubblicate su siti e blog, stampate per essere diffuse fra amici e colleghi, diventare un film, senza infrangere alcun diritto d’autore.

L’iniziativa è dovuta a COMMUNIA, the European Thematic Network on the Digital Public Domain, grazie al sostegno speciale di Open Knowledge Foundation (UK) e del Center for the Study of Public Domain della Duke University (USA).

Con l’occasione, l’associazione Liber Liber rende fruibili nel suo sito  una serie di opere per scadenza del relativo copyright.

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Categorie:Argomenti vari, Cultura

Indagati 5 editori

7 Gennaio 2012 1 commento

 

Bene, adesso gli editori si stanno impegnando a speculare anche sugli eBook.

In pratica, Hachette Livre, Harper Collins, Simon & Schuster, Penguin e Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck, avrebbero creato un cartello per tenere alti i prezzi degli eBook acquistati dagli utenti attraverso i loro siti web.

Di rimando, sono nati una serie di siti dove è possibile scaricare gratis (e illegalmente) gli stessi eBook venduti altrove a pagamento. Da notare che in media il 20% degli eBook vengono scaricati in questo modo.

Su Amazon  le vendite di eBook superano quelle dei libri cartacei, compresi i tascabili. Dal primo aprile a oggi il rapporto tra i libri elettronici per il Kindle e la somma degli economici e degli hardcover di carta (i libri a copertina rigida) è di 105 a 100. Grazie anche ai prezzi contenuti  del dispositivo di lettura wireless “Kindle” che costa circa € 100,00, il sorpasso del digitale sul cartaceo è avvenuto pienamente.

Amazon sembrerebbe l’unico gruppo nel suo settore che non conosca crisi. In vetrina sono presenti numerosi classici e qualche best-seller (non recentissimo),  posti in vendita a € 0.99, 2,99, 3,99;  i possessori di Kindle scaricano i testi acquistati in meno di 60 secondi grazie al Wi-Fi integrato. Disponibili alcuni eBook completamente gratuiti. Purtroppo i successi editoriali più recenti mantengono costi elevati anche su Amazon.

Con l’occasione vi segnalo che l’associazione culturale Liber Liber propone dalle pagine del suo sito anche una serie di eBook in formato ePub compatibile con tutti i reader in commercio, che è possibile visualizzare su qualsiasi dispositivo, privi di DRM (protezione elettronica anti-copia). Il download a scelta è gratuito, o a pagamento, a un costo simbolico di € 0,99 per sostenere l’associazione. I prezzi bassi sono l’unica arma per combattere la pirateria, li attuò anche Steve Jobs vendendo su iTunes musica a costi contenuti (non per nulla è al top fra i distributori nel mercato digitale).

Quando comprenderanno gli editori che solo abbassando radicalmente i prezzi degli eBook svilupperanno le vendite? E’ impensabile che un eBook debba costare poco meno del cartaceo, la differenza fra i due formati c’è, è si deve percepire anche nel costo finale.

L’editore deve capire che non può mettere carta e pixel sullo stesso piano.

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Categorie:Argomenti vari, Cultura

E voi, lascereste andar via i vostri libri?

1 Gennaio 2012 4 commenti

Io sono MOLTO gelosa dei miei libri.

Ovviamente non li presto!

Di tanto in tanto, apro la biblioteca, spolvero e risistemo tutto, lasciando in evidenza quelli da leggere e i più belli (in genere storia dell’arte, geografia e guide turistiche). Seleziono anche dépliant e brochure,  promuovendo i più validi in un apposito scaffale.

Però il BookCrossing mi affascina. Pensare di lasciare un libro a Palermo, etichettandolo, e seguire il suo viaggio tramite un sito, ritrovandolo magari in un paese sperduto del Sud America è davvero eccitante… magia della Rete!

L’iscrizione al sito è veloce e dopo aver registrato e rilasciato un libro, ogni utente può inserire un commento al rilascio (release note) per comunicare in modo più o meno preciso dov’è stato liberato il libro. È possibile curiosare tra i rilasci in corso, scegliendo nazione, provincia, località e zona del rilascio. A oggi in Italia sono stati rilasciati circa 1.500 libri; se il dato appare in rosso, significa che qualcuno ha liberato un libro negli ultimi 3 giorni.

Il sito è stato lanciato il 21 aprile 2001,  attualmente sono presenti 985.557 BookCrosser e 8.379.567 libri che viaggiano in 132 Paesi. Le tre nazioni più attive nel BookCrossing sono Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna.

Trovo sia un esperimento interessante che da qualche anno sta prendendo piede anche in Italia (in alcune Regioni mica tanto!) e permette di leggere gratuitamente qualche libro, sempre che ce ne siano nella propria città.

Potrebbe esser funzionale anche per promuovere le opere di scrittori esordienti? Secondo me sì,  lo vedo come un sistema utile per far “girare” il nome dell’autore, oltre che il libro.

Prima o poi lo testerò, intanto mi sono iscritta!

© 2012 Mirella Puccio –Tutti i diritti  riservati

Categorie:Argomenti vari, Cultura

Buon 2012 a scrittori e lettori!

31 Dicembre 2011 Nessun commento

 

A tutti i titolari di sogni di carta,
fieri proprietari di versi e parole,
auguro: un anno colmo d’ispirazione e successi,
libri pubblicati senza contributi,
diritti d’autore a due cifre,
promozione e distribuzione capillare in tutta Italia,.
Buon 2012!

© 2011 Mirella Puccio –Tutti i diritti riservati

 http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=670637

Per acquistare il mio libro, clicca qui

 

Categorie:Argomenti vari, Cultura

Hotel senza personale: evoluzione o involuzione?

29 Dicembre 2011 2 commenti

 

Nel maggio 2011 a Parigi è stato inaugurato il primo hotel totalmente automatizzato, senza personale di servizio. Il suo nome è “Hi Matic“, si trova nei pressi di Piazza della Bastiglia e dispone di 42 camere arredate con un design moderno e innovativo.
Al momento della prenotazione (che avviene tramite internet, manco a dirlo), il cliente riceve un codice d’accesso per usufruire dei servizi, ripeto completamente automatizzati; il check-in avviene attraverso un touch screen…
I colori ricordano la pop-art e gli spazi interni sono ottimizzati al massimo, basta guardare le foto delle diverse tipologie di camere.
Le tariffe non mi sembrano poi così economiche come recita il sito istituzionale, giacché vanno dai 100 ai 160 euro, breakfast, tasse e connessione inclusi.

Quando ho letto la notizia, mi sono detta: “Certo che quest’hotel è davvero innovativo!” e poi mi son chiesta: “Il costo mensile per mantenere una struttura human-free sarà più alto o più basso di una decina di stipendi? E l’impatto con la clientela? E le reviews su TripAdvisor? E perchè il proprietario ha investito in hardware piuttosto che nelle persone?”
Tutti interrogativi senza risposta, almeno finché non ho deciso di verificare le recensioni su TripAdvisor
Ho scoperto che il PERSONALE in carne e ossa esiste, magari sarà ridotto al minimo, ma c’è… i giudizi in linea di massima sono positivi. Camere piccole e letti scomodi, WC  in camera, sono fra i reclami ricorrenti, per il resto la valutazione indica ‘molto buono’ nella maggioranza dei casi.

Per gli amanti del genere, anche a Oslo è presente un altro hotel “human free”: è il Comfort Xpress Hotel, del gruppo Nordic Choice Hotel (33 hotel nei Paesi Scandinavi). Per effettuare  prenotazioni online e da mobile, operativa  la piattaforma francese Ariane Systems, integrata con quella dell’hotel. Il cliente dopo la prenotazione riceve un link via email o sms, che utilizzerà per comunicare ora del check-in, preferenze di camera,  eventuali servizi extra. Quando arriva in hotel, se possiede uno smartphone riceverà  la “mobile key” creata da OpenWays, che funziona grazie a un sistema di RFID, Radio Frequency IDentification  e comprende tutte le informazioni sui servizi richiesti dal cliente. Se il cliente non avesse uno smartphone, potrà ritirare all’arrivo una carta magnetica che permette di usufruire degli stessi servizi.   Il check-out è ovviamente automatizzato ed è possibile a qualsiasi ora utilizzando i mezzi suindicati. Le recensioni su TripAdvisor riportano giudizi da ‘eccellente’ a ‘molto buono’ e il personale, anche se ridotto al minimo, è presente.  

Ariane Systems sta fornendo la sua tecnologia anche ad altri importanti gruppi alberghieri, tra i quali Hilton, IHG e Rezidor.

© 2011-2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

Un Natale nel segno della parola

24 Dicembre 2011 2 commenti

 

“Sono un’arma quando nasco dalla strada, quando sono parola di emergenza, parola nuova che sgorga immediata dai comportamenti, sono un’arma quando entro nel dettaglio affilata come una lama (Dio abita nei dettagli, si diceva un tempo), sono un’arma quando sono etica e mi attengo al veritiero, sono un’arma quando piego quel che accade mentre accade, parlata da un poeta oppure, perché no, da un generale… E soprattutto sono un’arma quando chi mi parla si rivolge agli altri come a se stesso, in trasparente intimità[1]”…

Buon Natale a tutti i lettori del blog e del mio nuovo libro!

Mirella Puccio

 
 
 

[1] Tratto da “Nel segno della parola”, di Daniele Del Giudice

 

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Il creatore di libri, ovvero l’editore automatico, evoluzione del copia/incolla

20 Dicembre 2011 1 commento

 

Uso e abuso dell’editore automatico, l’automatismo che con un clic stampa libri dalle pagine di Wikipedia

Dal 2009 esiste la possibilità di creare un libro attraverso una raccolta di voci presenti su Wikipedia. L’iniziativa, utile per una ricerca scolastica da montare e stampare oppure per raccogliere informazioni riguardanti gli argomenti più disparati, s’intende per esclusivo uso personale e non commerciale. La funzione è attivabile in ogni pagina della popolare enciclopedia online.

Vi spiego come si procede: nella barra sinistra di ogni pagina cercate la sezione “Stampa/esporta”, cliccate e selezionate “Crea un libro” e sulla pagina che si apre in seguito, cliccate su “Avvia il creatore di libri”. In questo modo, sopra ogni pagina vedrete comparire un link “Aggiungi questa pagina al tuo libro”, finché il “Creatore di libri” non viene disattivato (selezionare la voce “disattiva”).

Ho provato a eseguire una ricerca, assemblando diverse pagine e funziona perfettamente, a fine lavoro si può stampare o richiedere (a pagamento) la stampa a Wikipedia, nonché condividere il proprio lavoro con la comunità.

Il libro salvato viene riconosciuto come tale se è inserito nella categoria “Wikipedia: Libri”.                                                         

Fin qui tutto bene, se non fosse che  ho scoperto casualmente, grazie a un post davvero ben scritto, L’editore automatico, che con tale procedura il libro è stato creato sul serio e posto in vendita su Amazon. Non uno, al 20/12/2011 ben 15.115 i titoli in italiano presenti in vetrina, roba da non credere! Ci avviamo verso lo spam editoriale come afferma l’autore del post indicato?

I libri hanno in comune la copertina con un fiore o un paesaggio e titoli spesso improbabili, mentre il nome dell’autore è “Fonte Wikipedia”. A tutt’oggi solo i libri proposti fino alla 4^ pagina della vetrina Amazon risultano ancora in commercio (i primi 39 per l’esattezza), al prezzo di circa dieci euro ciascuno. Vi pare possibile una cosa del genere? È legale? Possibile che non esista alcun organo competente incaricato di verificare la pubblicazione di ogni libro che si pubblica in Italia?

Beh, in ogni caso bisogna essere davvero distratti per acquistarne uno!

© 2011 Mirella Puccio –Tutti i diritti riservati

Categorie:Argomenti vari, Cultura

SCRITTORI contro EDITORI

3 Dicembre 2011 2 commenti

Scrivere è un lavoro impegnativo.

Dispendioso.

Ore e ore d’isolamento, per creare, correggere, tagliare, aggiungere, leggere, rileggere e stampare.

Mesi, anni in certi casi, prima di pubblicare.

Un giorno ti stanchi di bussare alle porte di editori, che pretendono anche sei mesi di tempo prima di darti una risposta, sempre che te la diano, spesso la stessa: il tuo testo non va bene, non è conforme alla loro linea editoriale, ecc.

Un po’ per pigrizia, un po’ per mancanza di tempo, o semplicemente perché ti sei stufato, il tuo manoscritto finisce nel cassetto, sepolto nel tuo PC fra innumerevoli cartelle. Passano altri mesi, forse anni, il tuo libro passa in secondo piano. Ogni tanto lo riprendi, provi a contattare qualcuno di questi nuovi editori che spuntano come la malerba, ma strada facendo t’imbatti nella nuova editoria, quella dei furbi e degli imbroglioni, sviluppatasi grazie a  molti aspiranti e improvvisati scrittori smaniosi di pubblicazione.

Oggi è tutto un proliferare di “editori a pagamento” che definire avvoltoi è quasi un complimento, chiedono quattrini per editing, grafica, promozione, cifre “una tantum”, rimborsi spese, fantomatici pagamenti SIAE, acquisti di 50, 100 e anche più copie… ne ho scovati in quantità evitandoli come la peste. Molti di loro frequentano gruppi su business network di provata serietà come Linkedin, spacciandosi per veri editori, che offrono proposte editoriali, valutazione gratuita manoscritti, con siti web talmente brutti che ti chiedi come facciano ad abbindolare tanta gente.

Così, riflettendoci su, se hai scritto un libro e non ti serve per camparci (c’è ancora qualcuno che vive di royalties?), ma neanche vuoi rimetterci, perché non provare ad auto-pubblicarlo? Se non hai il delirio d’onnipotenza a comparire nelle vetrine delle librerie e ti basta sapere che il tuo testo ha preso la forma di un libro, è una strada percorribile. Non è poi così male essere editori di se stessi, vedere il proprio libro online, in una bella vetrina virtuale. Consiglio a tutti la lettura del blog di Ettore BianciardiRiaprire il fuoco”, davvero istruttivo per chi scrive e non intende farsi raggirare.

Puoi sempre sperare che il tuo libro un giorno sia comunque pubblicato da un editore vero che creda in te e non cerchi di fregarti. Nel frattempo, il tuo nome comincia a girare, fai promozione a costo zero grazie ai social network, i tuoi amici condividono il link, qualcuno comincia pure a comprarlo e chissà…

Il 1° dicembre 2011Tesoromio Dos Santos, il gatto venuto dal Brasile” ha finalmente visto la luce. Attualmente si trova nella vetrina online de “ilmiolibro.it”, non escludo altre vetrine virtuali e una versione eBook, affinché sia compatibile anche con i nuovi dispositivi di lettura. Chi volesse acquistarlo può cliccare qui. Ulteriori info sul post: “Il nostro libro” pubblicato sull’altro mio blog dedicato agli animali, http://tesoromio.blog.tiscali.it/

Per portare avanti quest’avventura ho trascurato molte cose, perché la scrittura ti ruba tempo e se te ne occupi seriamente, monopolizza la tua attenzione. Ho un altro romanzo da completare, ma non adesso, al massimo scriverò qualche favola  o un racconto, giusto per tenermi allenata, e soprattutto aggiornerò più assiduamente i miei blog.   

 Ringrazio tutti coloro che acquisteranno il libro e mi aiuteranno a proseguire il cammino intrapreso. Sì, perché da grande, voglio fare la scrittrice!

© 2011 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati