Il triangolo estivo, le stelle cadenti e i desideri

11 Agosto 2016 4 commenti

Non ho ancora visto le stelle cadenti ma ho localizzato il triangolo estivo!!!

Stanotte, proprio nel cielo di fronte al mio balcone, mentre cenavo, ho visto distintamente le stelle Vega, Deneb e Altair, che formano il famoso triangolo. Si tratta delle stelle più brillanti del cielo notturno e ognuna è la più luminosa della sua costellazione. La più brillante del gruppo è Vega, nella costellazione della Lira, il secondo vertice, è costituito da Altair, nella costellazione dell’Aquila, e il terzo in basso a sinistra da Deneb, nella costellazione del Cigno.

triangolo-estivo-2016
Vega
è la quinta stella per luminosità del cielo, una stella bianca a 25 anni luce dal Sole, Deneb è una cosiddetta “supergigante bianco-azzurra” distante 3000 anni luce, tra le stelle di prima grandezza la più lontana, Altair è una delle venti stelle più luminose del cielo, a 17 anni luce di distanza. Per chi non lo sapesse, un anno luce equivale a circa novemila miliardi e mezzo di km.

All’interno del triangolo potrebbero esserci stelle cadenti, uno spettacolo nello spettacolo, per quanto pare che il fenomeno dovrebbe verificarsi maggiormente fra l’11 e il 12 agosto, con una previsione di circa 200 meteore l’ora.  Le stelle cadenti in realtà sono uno sciame meteorico, in particolare quello delle Perseidi, causate dai resti del passaggio della cometa Swift-Tuttle. Quest’anno le Perseidi sono state visibili dal 17 luglio e lo spettacolo terminerà intorno al 24 agosto 2016.

Le stelle cadenti sono visibili fra mezzanotte e le prime ore del mattino, meglio al buio assoluto e in posizione sdraiata per spaziare con lo sguardo. Per ammirarle, basterà rivolgere lo sguardo o puntare la strumentazione verso l’area a nord-est del cielo, in direzione della costellazione di Perseo, fra Andromeda e Cassiopea (in alto) e il pentagono dell’Auriga (in basso). Ovviamente il cielo dovrà essere limpido. Se così non fosse, niente paura, saranno osservabili fino alla fine di agosto. Nel frattempo, imparate ad allenare lo sguardo nell’oscurità, vedrete che pian piano riuscirete ad individuare le stelle e le varie costellazioni.

stelle-cadenti
Sapete perché si esprime un desiderio? 

L’evento si verifica nella data in cui si celebra il martirio di San Lorenzo, arso vivo su una graticola ardente il 10 agosto del 258 d.C. Per questa coincidenza le stelle che cadono in questa magica notte, sarebbero le lacrime versate dal Santo durante il suo supplizio. Pur vagando sempre in cielo, scendono sulla Terra ogni 10 agosto, da qui trae origine la credenza popolare in base alla quale  tutti coloro che ricordano il dolore del Santo guardando le stelle cadenti, cioè le sue “lacrime”, esprimendo un desiderio possono vederlo realizzato. Un’altra storia racconta che le stelle cadenti  siano i fuochi su cui arse vivo il santo. In base a testimonianze più storiche e meno leggendarie, San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato, tuttavia la tradizione popolare preferisce credere alla prima versione.

E noi, anno dopo anno, continuiamo a restare col naso all’insù cercando nell’oscurità un barlume di luce che ci permetta di esprimere un desiderio…

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8 marzo, una ricorrenza fra storia e leggende metropolitane

8 Marzo 2016 2 commenti

8 marzo

Le origini di quella che impropriamente viene definita “festività” sono controverse e spesso infarcite di fantasia.

Un’ipotesi, smentita da fatti incontrovertibili, risale ai presunti tragici eventi che si svolsero a New York nel 1908, nei locali dell’industria tessile “Cotton”. Le 129 operaie  protestavano contro i turni massacranti che dovevano affrontare quotidianamente e l’8 marzo, il proprietario, Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire loro di uscire.

Scoppiò un incendio che provocò la morte di tutte le donne rimaste bloccate all’interno.

Per anni questa storia è stata il cavallo di battaglia di blogger e giornalisti poco informati, diffusa anche dai media; è doverosa una precisazione fuori dal coro, suffragata da fatti più consistenti.

La vicenda è in realtà un adattamento di un fatto realmente accaduto, ma con tempi e modalità un po’ diversi. Ho svolto un’indagine minuziosa, consultando testi di storia e siti web, scoprendo che presso il Museum of the City of New York, una collezione imponente di fotografie documenta fatti e avvenimenti che devastarono la città: dell’incendio alla fabbrica “Cotton” non c’è traccia, perché non è mai avvenuto!

Sono invece presenti immagini sconvolgenti riguardanti quello accaduto nella fabbrica “Triangle”, nel 1911. Nel sito web del museo http://www.mcny.org/ ho reperito il link a una foto, che ho deciso di non pubblicare per rispetto alle vittime, ma è comunque disponibile cliccando qui.

L’incendio VERO, ebbe luogo il 25 marzo 1911 alla “Triangle Shirtwaist Company” una fabbrica di camicie ubicata negli ultimi tre piani di un edificio di Washington Place. In condizioni di totale sfruttamento cinquecento donne tra i 15 e i 25 anni più un centinaio di uomini, lavoravano sessanta ore la settimana, oltre gli straordinari imposti dal proprietario.

A parte ciò, le donne erano strettamente sorvegliate da personale esterno che imponeva ritmi di lavoro intollerabili; gli ingressi erano chiusi a chiave per impedire loro di assentarsi anche solo per una pausa. Ovviamente il sindacato non era mai entrato alla “Triangle”, quindi nessun lavoratore godeva di diritti e non esistevano controlli sulle norme di sicurezza. Alle 16.40 di quel venerdì 25 marzo 1911, scoppiò un incendio all’ottavo piano che si propagò al nono e poi al decimo.

Alcune donne riuscirono a fuggire lungo la scala antincendio che crollò immediatamente sotto il loro peso; anche l’ascensore cedette quasi subito, schiantandosi. Nel frattempo altre operaie erano salite al decimo piano pensando di essere al sicuro, ma il fuoco le raggiunse e morirono bruciate.

Delle 146 donne che si sfracellarono lanciandosi nel vuoto, 39 erano italiane, immigrate a New York, il resto quasi tutte ebree provenienti dall’Europa orientale, in particolare dalla Russia.

L’American Dream si frantumò su un marciapiede, insieme ai corpi di tante giovani vite. I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, furono prosciolti nel processo penale, perdendo solo una causa civile. Da notare che l’incendio in questione avvenne nel 1911, due anni dopo la data di nascita della ricorrenza.

L’avvenimento fu descritto in un articolo del Corriere della Sera dell’8 marzo 2004, da Gian Antonio Stella, forse il primo giornalista ad aver individuato una delle possibili origini della ricorrenza ricordata in tutto il mondo come “Festa della donna”.

Non abbiamo la certezza, come afferma lo stesso Stella, che l’incendio della “Triangle” sia all’origine dell’8 Marzo (anche perché le date non coincidono, n.d.r.) indubbiamente rappresenta un evento significativo e rilevante che evidenzia  la condizione della donna nella società industriale del tempo.

Occorre sottolineare che il movimento operaio e socialista ha riservato in date molto diverse giornate dedicate ai diritti delle donne e al suffragio femminile.

Corinne Brown organizzò il 3 maggio 1908, la conferenza di Chicago chiamata “Woman’s Day” invitando tutte le donne della città. Si discusse dello sfruttamento perpetrato dai datori di lavoro alle operaie, delle discriminazioni sessuali e del diritto al voto.

Quell’iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell’anno il Partito Socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 all’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile. Fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909. Dal 1911 al 1913 la ricorrenza venne rilanciata anche da alcuni Paesi europei e in Italia giunse nel 1922.

Anche la datazione della ricorrenza è controversa, altre teorie la fanno risalire al 1910, in occasione della Conferenza Internazionale socialista di Copenaghen, in cui vennero discussi anche la questione femminile e la rivendicazione del voto.

Rosa Luxemburg avrebbe avanzato la proposta di dedicare una giornata per celebrare le conquiste sociali, politiche ed economiche, senza dimenticare le discriminazioni e le violenze di cui le donne erano vittime in molti Paesi del mondo.

Con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative che portavano in primo piano le istanze riguardanti lavoro, emancipazione e condizione sociale, la data dell’8 marzo assunse un’importanza mondiale. Grazie alle associazioni femministe divenne il simbolo delle persecuzioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il proprio riscatto.

Dal 1918 al 1928, le donne ottennero un graduale riconoscimento dei diritti politici, fino alla completa parità. Il diritto al voto non fu concesso in modo omogeneo in tutti i Paesi, la Nuova Zelanda, nel 1893, fu il primo stato a concederlo, in Italia le donne votarono per la prima volta nel 1946 e in Svizzera soltanto nel 1971.

In occasione del primo 8 marzo del secondo dopoguerra, nel 1946 la Giornata Internazionale della Donna fu ripresa dall’UDI (Unione Donne Italiane), che scelse la profumata ed economica mimosa quale emblema floreale.

Il 1975 fu designato come “Anno Internazionale delle Donne” dalle Nazioni Unite e l’8 marzo le organizzazioni femminili celebrarono in tutto il mondo, la Giornata della Donna. Oggi conserva ben poco del suo significato originario, poiché ha spostato il suo baricentro dai concetti di parità e rispetto, a quello del festeggiamento in forme spesso assai discutibili.

L’8 marzo è una giornata di riflessione, che andrebbe dedicata a tutte le donne sfruttate, discriminate, minacciate, violentate, imprigionate ingiustamente e soprattutto a coloro che sono state uccise per aver difeso i loro diritti.

Sono trascorsi 107 anni da quel lontano 28 febbraio 1909 e da allora abbiamo vinto molte battaglie.

L’otto marzo, lotta sempre!

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Il tempo per leggere

22 Dicembre 2015 4 commenti

È un dato di fatto che si legga sempre di meno. In realtà è anche cambiato il modo di leggere, sono cambiati gli strumenti ed è diminuito il tempo da dedicare alla lettura. Al libro cartaceo si è affiancato l’e-book, dai costi inferiori, per quanto non sia mai avvenuto il tanto declamato sorpasso. Il calo di lettori è confermato dall’ultima ricerca Istat pubblicata a gennaio 2015. Se desiderate leggere lo studio completo dell’Istat, cliccate QUI per il download del documento in PDF. Di seguito i dati più rilevanti.

Nel 2014, su una popolazione attiva di circa 60 milioni di abitanti, oltre 23 milioni e 750 mila persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è scesa dal 43% al 41,4%. Le donne sono più attive e iniziano ad appassionarsi alla lettura già dai 6 anni di età.

Rilevamento Istat

Fonte: Istat

Il 48% delle donne e il 34,5% degli uomini affermano di aver letto almeno un libro nel corso dell’anno, mentre la fascia di età in cui si legge di più è fra gli 11 e i 14 anni (53,5%). La passione per la lettura è condizionata dall’ambiente familiare: a leggere libri sono il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 32,7% di quelli con genitori che non leggono libri. Al sud (isole comprese) la lettura resta meno diffusa rispetto al resto del Paese: meno di una persona su tre ha letto almeno un libro. Si legge di più nei comuni centro dell’area metropolitana: la quota di lettori è al 50,8%, ma scende al 37,2% in quelli con meno di 2.000 abitanti. Quasi una famiglia su dieci (9,8%) non ha alcun libro in casa; il 63,5% ne possiede al massimo 100. I “lettori forti“, cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, rappresentano il 14,3% dei lettori. La crisi della lettura è da attribuire soprattutto a una diminuzione dei “lettori deboli” (da 11,5 milioni del 2013, a 10,7 milioni del 2014).

Quasi un lettore su due (45%) dichiara di aver letto al massimo tre libri in un anno. Riguardo la diffusione degli e-book, circa 5 milioni di persone di 6 anni e più hanno dichiarato di avere letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi tre mesi: una quota pari all’8,7% della popolazione e al 15,6% delle persone che hanno utilizzato Internet negli ultimi tre mesi.

Direi che non è molto!

Nel 2014 i lettori di libri sono diminuiti rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza negativa iniziata nel 2010. Si confermano anche le differenze rispetto al grado d‘istruzione, legge di più chi ha un titolo di studio più elevato: i lettori laureati sono il 74,9%, seguiti dai diplomati col 51,1%. Chi ha un titolo di studio più basso (scuola media inferiore), rappresenta il 32,5% e chi è in possesso di licenza elementare o è privo di titolo di studio è il 24,6%.  Le famiglie maggiormente sprovviste di libri sono quelle della Basilicata (il 19,1% non possiede nemmeno un libro), della Sicilia (18,1%) e della Puglia (17,9%).

Leggendo questa ricerca il dato più sconcertante è che una famiglia su dieci non ha libri in casa e quindi in Italia ci sono persone che non hanno mai letto un libro (tranne quelli scolastici), di conseguenza ritengo che non sarà un e-book a far cambiare loro idea. Fra le scuse, la mancanza di tempo causa nuovi impegni (lavoro, figli…) e l’aspetto economico, per quanto con le numerose offerte speciali e le edizioni pocket, è possibile leggere un best-seller un anno dopo la sua uscita spendendo meno di dieci euro. Aggiungerei la mancanza di educazione alla cultura, chi non legge libri difficilmente si avvicina all’arte, alle mostre, ai musei.

Si avvicina il Natale e spesso il libro diventa un dono, da fare o da farsi, le vacanze fra l’altro permettono di dedicarsi maggiormente alla lettura e nei negozi come Feltrinelli, Mondadori e altri multistore, ma anche nei supermarket, i libri sono venduti quasi tutti (best-sellers inclusi) con uno sconto del 15%, inoltre sono tante le offerte speciali e le edizioni economiche a partire da sei euro. Ho dato un’occhiata alle novità e ho pensato a una decina di libri da consigliarvi per i vostri regali, con particolare riferimento alla personalità di chi lo riceverà.

Per i bambini di tutte le età e per chi ama gli animali, propongo il nuovo libro di Luis Sepùlveda, ”Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà“. La nuova favola di Sepúlveda si svolge nel sud del Cile e racconta la storia di un’amicizia tra un bambino e il suo cane. Il protagonista, Aufman, è un lupo che vive alla catena, strappato da uomini crudeli all’affetto della sua gente e del suo compagno Aukamañ, il bambino indio che lo ha cresciuto. Aufman, il cui nome significa “leale e fedele” nella lingua della Gente della Terra, è costretto suo malgrado a dare la caccia a un uomo che si nasconde al di là del fiume. Editore Guanda, Collana Le Gabbianelle,  rilegato, 97 pagine,  €10,00.

Sepùlveda

Il promo del libro a questo link: https://youtu.be/paEfb4jqcTE

Il gatto che aggiustava i cuori” è il libro ideale per gli amanti dei gatti. Un romanzo che è diventato un caso editoriale unico, con 100.000 copie vendute in un mese, salito velocemente in vetta alle classifiche inglesi dei libri più venduti. Un debutto sorprendente quello di Rachel Wells, con una storia che ha scaldato il cuore dei lettori. Un libro che regala felicità e insegna che nella vita c’è sempre una sorpresa in arrivo. Alfie, il protagonista, trascorre le sue giornate sdraiato sul divano come tutti i gatti, purtroppo all’improvviso è costretto a lasciare la casa in cui è cresciuto e si ritrova randagio per le strade di Londra. Un giorno giunge in Edgar Road e pensa che lì potrebbe trovare una nuova casa, ci sono tante belle villette immerse nel verde, ma i residenti non hanno tempo per occuparsi di lui, fino a quando scoprono che Alfie è un gatto speciale… Editore Garzanti Libri, collana Narratori moderni, rilegato, 320 pagine, €16,90.

Il gatto che aggiustava i cuori

Per l’amica sentimentale e i fan del noto conduttore/scrittore/attore Fabio Volo,  lultimo romanzo “È tutta vita“. Narra la storia della vita quotidiana di una coppia, con i suoi alti e bassi, a un certo punto qualcosa incrina la relazione, nascerà un figlio e…  l’amore verrà turbato da una crisi. Editore Mondadori, brossura, 234 pagine,  €19,00.

Fabio Volo - E' tutta vita

Agli amanti di Stephen King (ci sono anch’io fra loro!) e del genere horror, un nuovo, esplosivo romanzo del Re del brivido, “Chi perde paga” che sembra ripercorrere le orme dell’indimenticabile  ”Misery non deve morire”. Gli ingredienti sono simili, c’è uno scrittore geniale e famoso che ha smesso di scrivere e un lettore che non è affatto d’accordo con la sua scelta e ha deciso di punirlo. King mette in scena la folle ossessione di un lettore per il suo scrittore, con i soliti ritmi serrati che ben conosciamo.  Vincitore del premio Edgar Award for Best Novel 2015, è il secondo romanzo della trilogia iniziata con “Mr. Mercedes”. Editore Sperling & Kupfer, collana Pandora, rilegato, 480 pagine€ 19,90.

Chi perde paga - Stephen King

Il giornalismo d’inchiesta e i fatti di scottante attualità: si legge d’un fiato “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi, giornalista e saggista, che apprezzo molto, conosciuto al grande pubblico come conduttore televisivo di Quarto Grado su Rete 4.  Il libro, quasi un giallo, è diventato un caso politico, suscitando accesi dibattiti. Creato con documenti inediti e registrazioni, ha causato una denuncia nei suoi confronti e Nuzzi rischia fino a otto anni di carcerazione. Narra della lotta di papa Francesco contro i vertici del Vaticano per cambiare la Chiesa, per tentare di riportarla a dimensione più religiosa. Spese fuori misura, truffe e ruberie, la dolce vita dei cardinali, mettono a repentaglio il futuro della Chiesa cattolica, che rischia la sua credibilità. Il libro è uscito in quasi tutto il mondo e il suo successo è in continua ascesa. Da regalare a chi è appassionato di saggistica e attualità, a chi vuol saperne di più su Vatileaks, gli scandali esplosi in Vaticano di cui tanto si parla in TV e nei giornali. Editore Chiare Lettere, collana Principio Attivo, brossura, 336 pagine, € 18,00.

Via Crucis - Gianluigi Nuzzi

Tre volte all’alba” è un libro piccolo e intenso, con tre racconti firmati da Alessandro Baricco, ideale per gli estimatori dello scrittore, per chi non vuole impegnarsi in lunghi romanzi, per chi ama i racconti. Tre sono le storie che narrano tre incontri completamente diversi l’uno dall’altro, sullo sfondo della hall di un hotel. Nei tre episodi le vicende dei personaggi si incrociano con l’alba di un nuovo giorno. Questo libro viene citato all’interno di Mr Gwyn del 2011 e lo scrittore decise di scriverlo pubblicandolo l’anno successivo. È un testo autonomo nel senso che può essere letto indipendentemente da quest’ultimo. Editore Feltrinelli, collana Universale economica, 96 pagine , €6,50.  La versione “non economica” sempre dello stesso editore, ha un costo di €10,00.

Tre volte all'alba - Alessandro Baricco

Infine vi consiglio un libro di cucina, che siate vegani o no, vi sorprenderà scoprire il numero di piatti e preparazioni che è possibile cucinare senza ricorrere a prodotti di origine animale. ”Cucina vegana per principianti” di Simona Volo e Samantha Barbero, contiene anni di esperienza accumulata con le diverse attività svolte dalle autrici, dal servizio catering ai corsi di cucina vegan. Troverete  le ricette per le preparazioni base, dolci e salate, quelle per la pasta fresca e gli gnocchi,  le salse e i sughi, la frolla, gli impasti e i ripieni. Poi si applicano le tecniche apprese a ricette più complesse e fantasiose, per stupire gli ospiti e far rimanere a bocca aperta gli onnivori.  Rinunciare agli alimenti di origine animale non significa rinunciare al gusto! Editore: L’età dell’acquario, brossura, 127 pagine, €13,00.

Cucina vegana per principianti - Volo e Barbieri

Le due autrici gestiscono un blog sul tema, “Fabulous Vegan” visitatelo per saperne di più sull’alimentazione vegan, mettere in pratica le tante ricette, conoscere le date dei corsi di cucina organizzati in tutta Italia e tanto altro.

Buone feste ai miei lettori e a coloro che transiteranno nel blog, e soprattutto…

Buona lettura©2015 Mirella Puccio ~Tutti i diritti riservati

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Culetti felici

11 Luglio 2015 6 commenti

Io ero ferma allo sbiancamento dei denti… quello anale francamente mi mancava.

Cosa dite? 
Sono “antica”?
Beh, può darsi.

Ho scoperto l’esistenza di questa pratica in epoca recente, grazie al Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e all’arresto di Matteo Tutino, il suo medico personale.

Ricordavo vagamente che gli attori porno ricorrono a questo tipo di trattamento (anal bleaching), ma si sa, loro sono sempre in primo piano e con le parti basse ci lavorano.culetti-felici

L’articolo “La Sicilia dello sbiancamento” di Pietrangelo Buttafuoco è esilarante e se non l’avete ancora letto, fatelo.

Poi ovviamente potete documentarvi sul suddetto sbiancamento, ho reperito addirittura un sito internet ad hoc che spiega tutto l’iter e le diverse tecniche, pare sia una metodica molto richiesta dagli omosessuali che desiderano una pelle di rosa proprio lì, dove non batte il sole, ma qualcos’altro, evidentemente. La moda ebbe inizio con Paris Hilton che oltre ai capelli schiarì anche la zona perianale, le procedure vennero via via perfezionate e dalle cremine sbiancanti si passò ai trattamenti laser.

Per carità, non sono una bigotta e non mi scandalizzo, penso semplicemente che un intervento di questo genere, così “intimo” doveva restare un fatto privato per il governatore della Sicilia, oltre che pagato di tasca propria, anche perché si tratta di costi notevoli, pare fino a 1.500 euro. E pare che non sia definitivo, la parte può scurirsi nel tempo, oltre a sciuparsi e invecchiare. Tutto dipende dall’utilizzo che se ne fa, non sempre un detergente delicato e un velo di crema sono sufficienti! :-)

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Fonte foto: Terra Nuova edizioni

6 luglio, Festa del bacio in tutto il mondo

Buongiorno!
Oggi 6 luglio si celebra la giornata mondiale del bacio, su Twitter è festa di tweet con baci vecchi e nuovi, famosi e non. La ricorrenza, di stampo inglese, nacque in Gran Bretagna nel 1990. Per la #festadelbacio mi piace ricordare e condividere con voi alcuni dei baci più belli visti al cinema… e non solo.

Memorabile il bacio  fra il compianto Patrick Swayze e Demi Moore in Ghost.

Dal film "Ghost"

Quanta felicità esprime il bacio di un anonimo soldato a Times Square immortalato da Alfred Eisenstaed nel lontano 8 maggio 1945, dato a una sconosciuta per festeggiare la fine della II guerra mondiale!

8 maggio 1945, il  bacio per festeggiare la fine della II guerra mondiale immortalato da Alfred Eisenstaed

Indimenticabile il bacio fra Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nel film “La dolce vita” di Federico Fellini, nella Fontana di Trevi.

Romanticismocommozione nel bacio fra Leonardo di Caprio e Kate Winslet, sulla prua del Titanic!

Titanic

Poetico il bacio del principe a Biancaneve

Biancaneve e il principe

Surreale il bacio dipinto da René Magritte nella sua celeberrima opera “Gli amanti“.

"Gli amanti", René Magritte

Che dire del bacio fra l’astronauta CharltonHeston e la scimmia evoluta Kim Hunter nel film “Il pianeta delle scimmie“?

"Pianeta delle scimmie"

Baci spericolati con Spiderman

bacio-Spiderman

Concludo in bellezza, con Richard Gere e Hachiko

"Hachiko", con Richard Gere

…ed io con il mio Kiki… Baci che restano scolpiti nel cuore!

Io & Kiki

bacio

 

 

 

 

 

Un bacio a coloro che leggeranno il mio post e buona #festadelbacio a tutti!

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23 aprile 2015: Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore

23 Aprile 2015 2 commenti

~Aggiornamento di venerdì 24 aprile~
Il nostro entusiasmo è stato contagioso e il gruppo creatosi virtualmente nei giorni precedenti, dal vivo ha dato il meglio di sé.
Ringrazio Federica, instancabile organizzatrice e coordinatrice, senza di lei tutto questo non sarebbe stato possibile e tutti i Messaggeri.

Palermo, locandine 23 aprile 2015 giornata mondiale libro

L’evento si è svolto un giovedì pomeriggio e per essere un giorno feriale l’affluenza è stata molto buona, molti erano già lettori, ma ho riscontrato anche tanti ‘lettori deboli‘, quelli che leggono 2/4 libri l’anno, una categoria sul filo del rasoio che rischia di rientrare nei ‘non lettori’. È stato bello stimolare l’interesse alla lettura, che a mio avviso era l’obiettivo principale di questa giornata mondiale del libro, collegata all’iniziativa promossa dall’AIE #ioleggoperché.

Mirella Puccio

Alcune persone che non leggevano da anni ricordavano con nostalgia i libri letti da bambini, altre guardavano incuriositi i volumetti in bella mostra e ammettevano di ignorare totalmente i titoli in nostro possesso. In generale la gente ha affermato di non leggere per mancanza di tempo, nessuno ha detto “leggere non mi piace”. Penso che alla base ci sia una profonda pigrizia, chi ama la lettura volendo trova sempre un ritaglio di tempo, per quanto non escludo che pure la crisi giochi a sfavore dell’acquisto di libri.

Palermo, 23 aprile 2015 giornata mondiale libro

Sono andata a ruota libera, non ho adottato alcuna strategia, l’approccio migliore è stato parlare dei libri, degli autori, lasciando la scelta fra un paio di titoli. Ricordo un signore che dopo la chiacchierata desiderava pagare il libro, mentre un altro ‘non lettore’ dichiarato pretendeva soltanto un libro scritto da Ken Follet ed è andato via a mani vuote. Si sono avvicinati anche alcuni croceristi (francesi e tedeschi) cui ho raccontato l’iniziativa #ioleggoperché, uno di loro pur essendo un lettore forte, mi ha detto che parlava un po’ d’italiano e avrebbe letto il libro per migliorare la conoscenza della lingua… beh, non sono riuscita a dire di no!…

Palermo, 23 aprile 2015 giornata mondiale libro

Mirella Puccio e Federica Urso

Vorrei che queste iniziative fossero più numerose, perché il dono di un libro non sia confinato a una ricorrenza speciale. So che ogni anno molti titoli invenduti finiscono al macero, sarebbe interessante recuperarli tramite le case editrici e organizzare eventi a carattere indipendente. Secondo l’Associazione Italiana Editori su 262 milioni di volumi stampati ogni anno l’invenduto ammonta al 35%, che significa 75 milioni di libri diretti al macero. Che dite, facciamo un po’ di ricerche e vediamo di recuperarne qualche centinaio da destinare ad altri eventi organizzati da noi?…

©2015 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

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Giovedì 23 aprile riflettori puntati sui libri. La condivisione dell’amore per la lettura e la riscoperta della gioia di leggere, sono gli obiettivi di questa Giornata che si celebra in tutto il mondo.

#ioleggoperché è l’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori in cui i protagonisti sono i libri e i lettori. Lanciata lo scorso inverno è ormai agli sgoccioli e ben 30mila Messaggeri doneranno 240mila libri nel corso di oltre 700 eventi organizzati in tutta Italia per coinvolgere i non lettori o lettori deboli nel piacere della lettura.

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Piazze, treni, librerie, scuole, università, biblioteche, saranno in prima linea per conquistare lettori di tutte le età. In tutta la Sicilia saranno coinvolti 2.278 Messaggeri e 60 librerie.

Colonna sonora della Giornata mondiale del libroLe storie che non conosci”, il brano composto a titolo gratuito da Samuele Bersani e Pacifico, con la partecipazione speciale di Francesco Guccini. Il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza alla Fondazione Lia al fine di  sovvenzionare laboratori di lettura per bambini non vedenti e ipovedenti a Bologna.

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I 40 Messaggeri palermitani cercheranno di trasmettere l’entusiasmo e la passione per la carta stampata grazie a una serie di manifestazioni. Fra i diversi eventi in calendario giovedì 23 aprile, segnaliamo quello organizzato dal blog letterario Dusty pages in Wonderland che si svolgerà a Piazza Verdi  dalle 16:00 alle 19:30 nello spazio esterno del nuovo Caffè del Teatro Massimo. I volontari, riconoscibili dalla maglietta ufficiale della manifestazione #ioleggoperché, dispenseranno consigli sulle letture più adatte, regalando un libro corredato da una lettera personalizzata, dopo una breve conversazione volta a comprendere i gusti del futuro lettore.

Io sarò uno dei Messaggeri a Palermo, in piazza Verdi, insieme ad altri appassionati volontari-lettori.

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Questo il programma previsto alla Feltrinelli di Palermo, in via Cavour:

  • Alle 18:00 il professor Mauro Ceruti, uno dei maggiori protagonisti contemporanei del pensiero complesso, presenterà il suo ultimo libro “La fine dell’onniscienza”, insieme a Girolamo Lo Verso.
  • Dalle 21:00 alle 22:00 un evento, in collaborazione con il blog letterario Dusty pages in Wonderland, in cui i lettori sono invitati a prendere la parola per raccontare il proprio libro preferito a microfono aperto, nello spazio di tre minuti.
  • Dalle 22:00 alle 24:00 la serata continua, fra musica, chiacchiere e libri, sorseggiando un calice di vino rosso offerto dalle Cantine Planeta.

#ioleggoperchéAlle 21.00 su Rai 3 andrà in onda la diretta dedicata alla promozione della lettura. Pierfrancesco Savino condurrà la trasmissione dall’Hangar Bicocca di  Milano con l’intervento di numerosi artisti, musicisti, cantanti  e scrittori: Vinicio Capossela, Gianrico Carofiglio, Silvia Avallone, Andrea Camilleri, Carmen Consoli, Neri Marcorè, Emis Killa, Malika Ayane, Geppi Cucciari, Beppe Severgnini, Paola Turci e tanti altri.

Da casa chiunque potrà condividere il proprio volume del cuore, digitando l’hashtag #ioleggoperché.

Informazioni aggiornate disponibili sia sulla pagina ufficiale Facebook:  https://www.facebook.com/ioleggoperche  sia sul sito ufficiale: http://www.ioleggoperche.it/

 Una casa senza libri è come una stanza senza finestre (Marco Tullio Cicerone).

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Categorie:Libri, Società

Uova di Pasqua fra leggenda e tradizione

4 Aprile 2015 2 commenti

Da sempre la Pasqua è caratterizzata da una serie di simboli, come  l’uovo e la colomba.

Le uova, per secoli associate alla primavera, periodo in cui gli uccelli iniziano a costruire il nido per deporle, con l’avvento del cristianesimo divennero simbolo della rinascita, ma non più della natura, bensì dell’uomo e quindi della resurrezione di Cristo. L’uovo è anche considerato un simbolo magico di fertilità,  in grado di originare la vita.

Uovo di Pasqua prodotto da Venchi

Venchi, Castelletto Stura (Cuneo)

Lo scambio delle uova di Pasqua ha origini antichissime e porta con sé usanze originali e artistiche. Tremila anni fa i persiani consideravano l’uovo di gallina un segno augurale e simboleggiava la rinascita della natura.

Nel XV secolo le uova sode dipinte a mano venivano servite a pranzo e in molti paesi europei si  serviva per colazione un’omelette cucinata con le uova deposte dalle galline il venerdì santo.

I contadini dell’antica Roma interravano nei campi un uovo dipinto di rosso, simbolo di fecondità e quindi propizio per il raccolto. Ed è proprio con il significato di vita che l’uovo entrò a far parte della tradizione cristiana.

Riguardo l’uovo di cioccolato, secondo un’ipotesi, pare sia giunto a noi dall’America, poiché la pianta del Theobroma cacao è di origine messicana.

Altre fonti affermano che sia nato in Francia nel ’700, ai tempi di Re Luigi XIV, che le commissionò a David Chaillou, il primo chocolatier francese di cui abbiamo notizia, ma le uova erano di cioccolato pieno.

Un secolo dopo, i primi maître chocolatier iniziarono la produzione in serie delle uova e la cioccolata grazie ad alcuni procedimenti innovativi per l’epoca divenne plasmabile; ciò permise di dare la forma dell’uovo odierno.

In Italia maestri pasticcieri  creano ogni anno splendide e originali uova di Pasqua.

Cacao-lab Milano

Cacao-lab Milano

Quest’anno per la prima volta è stato realizzato l’uovo di cioccolato anche per chi come me è vegan. L’azienda alimentare Probios di Firenze, leader in Italia nella distribuzione di alimenti biologici vegetariani e per intolleranze alimentari, aveva già creato una linea di prodotti vegani e ha deciso di lanciare anche l’uovo di Pasqua, in tre tipologie di gusto: uova di cioccolato alla soia, uova di cioccolato fondente; uova di cioccolato bianco alla soia.

uovo-cioccolato-vegan-probios

Probios, Firenze

Le uova di Pasqua vegane sono inoltre prodotte senza glutine e con cacao equo-solidale, il che non guasta.

Oltre alle uova di cioccolato, in tutto il mondo esistono tradizioni pasquali che prevedono la realizzazione di uova artistiche anche non commestibili. In particolare, le uova ucraine, dette Pysanky, ossia “cose che sono scritte sopra” realizzate con un processo di tintura fissato con cera; in genere si regalano adagiate in un cestino di vimini.

Le uova tradizionali ucraine chiamate "Pysanky"Nei paesi dell’est europeo ancora oggi il guscio delle uova viene decorato con ricami preziosi o con fiori e foglie, mentre gli slavi lo guarniscono con oro e argento e gli armeni vi dipingono i santi.
Uovo tradizionale armeno
I greci le colorano di rosso, che in simbologia cristiana rappresenta il sangue della passione di Cristo.
Uova pasquali greche
Austriaci e tedeschi le dipingono di verde, in onore alla natura che sta germogliando. Per la chiesa ortodossa la Pasqua è la festa più importante del calendario e le uova sono da sempre al  centro della simbologia che la rappresenta. Proprio in Russia, infatti, la tradizione dell’uovo decorato  raggiunse la sua massima espressione, alla fine del XIX secolo, grazie alla creatività dell’orafo e gioielliere russo Peter Carl Fabergé, (San Pietroburgo 1846 – Losanna 1920). Divenne famoso per aver disegnato e prodotto originali e preziosissime uova di Pasqua, realizzate in oro e gemme, decorate ognuna con raffinati disegni a smalto cloisonné. Fra il 1885 ed il 1917, realizzò ben 57 uova di Pasqua in oro, pietre preziose e semipreziose, materiali pregiati.

Primo-uovo-imperiale-Fabergé

Dal 2006, appena ventuno uova erano ancora in Russia, la maggior parte in esposizione al museo dell’arsenale di Kremlin. Nel febbraio del2004, nove uova sono state comprate da Viktor Vekselberg. Le più piccole collezioni sono nel museo delle belle arti della Virginia, nel museo di New Orleans ed in altri musei nel mondo.

Quattro uova si trovano in collezioni private, di otto si sono perse le tracce.

Discendente da una famiglia francese di origine ugonotta, Fabergé prese in carico intorno al 1870 a San Pietroburgo l’azienda orafa del padre Gustave, dopo aver viaggiato in tutta Europa per conoscere i segreti dei mestiere e impadronirsene conquistandosi ben presto la fama di grande disegnatore.

Uovo FabergéNel 1883 ricevette in commissione dallo zar Alessandro III la creazione di un dono speciale per la zarina Maria. Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d’oro, che a sua volta conteneva un piccolo pulcino d’oro e una miniatura della corona imperiale.

Gli zar ne furono così entusiasti che ordinarono a Fabergé di preparare una serie di uova simili da donare tutti gli anni.

Per questo nuovo incarico, insieme alla produzione di gioielli, il giovane Fabergé creò raffinati objets d’art, tra cui le leggendarie uova cerimoniali ispirate alle vicende della casa imperiale e destinate ad arricchire la Pasqua degli zar e dei loro familiari. Interessato più al valore estetico che materiale, Fabergé non esitò a utilizzare unitamente a oro, platino, pietre preziose, anche metalli meno nobili e gemme semipreziose come la giada, la nefrite, il calcedonio,Uovo Fabergé l’ossidiana, l’amianto, il cristallo di rocca e il quarzo fumé. Anche il legno delle foreste russe entrò a far parte della sua oreficeria innovativa: la betulla, il palissandro, l’agrifoglio bianco. La sua maestria gli permise di accostare fra loro stili diversi, dall’antica tradizione russa al gusto greco, rinascimentale e barocco, passando per l’Art Nouveau, il naturalismo e la caricatura. Tutta la sua produzione fu orientata verso oggetti il cui principale pregio consisteva nella bellezza dei disegni, nella qualità e nella perfezione della lavorazione. Fabergé esplorava sempre tutte le possibilità per ricercare le soluzioni più adatte e rispondenti al suo progetto creativo, senza rigidità nella scelta dei materiali e senza la minima preoccupazione per il loro valore di mercato.

Fu nominato orafo e gioielliere della Corte imperiale russa e di molte altre teste coronate europee. Nel periodo di massimo splendore, il suo opificio vantava filiali a Mosca, Odessa, Kiev, Londra e San Pietroburgo e impegnava ben settecento persone nella produzione di cestini per fiori, uova di Pasqua con sorpresa, animali in miniatura, calici, bomboniere e altri oggetti preziosi.

Uovo Fabergé

 

Del 1900 è l’elegante Uovo a Pigna, donato dal ricchissimo uomo di affari siberiano Ferdinand Keich alla moglie Barbara. Realizzato in smalto blu e ornato da festoni con diamanti a rosetta, racchiude al suo interno un piccolo elefante in argento ossidato e zanne in avorio. Il suo guidatore è seduto sopra un drappo in smalto rosso e verde con frange in oro. Un’apposita chiave d’oro aziona il meccanismo che fa muovere la testa e la coda dell’animale.

Gli storici dell’arte non sapevano se riconoscere  il maestro russo come un vero artista o come un artigiano. Fabergé amava definirsi un “artista gioielliere” e in tale definizione è contenuta tutta la sua filosofia. Ancora oggi questi splendidi gioielli sono molto ammirati e ricercati dai collezionisti di tutto il mondo. Le loro quotazioni d’asta raggiungono cifre astronomiche; una di queste preziose uova fu battuta da Christie’s qualche anno fa e raggiunse la quotazione record di 9,6 milioni di dollari, cifra di gran lunga superiore a quella versata per l’acquisto dell’intera collezione dell’editore Malcom Forbes, venduta, nello stesso mese, per quasi sei milioni di dollari!

Da alcuni anni queste uova si sono trasformate in preziosi e originali gioielli, Fabergé è diventato un brand di haute joaillierie  e  il direttore dei progetti speciali è la sua pronipote, Sarah.

Ecco una selezione di pendenti esclusivi che riproducono in formato più piccolo le storiche uova, numerose linee includono anche orecchini, braccialetti, fermapolsi, creati in oro e pietre preziose, dai prezzi, ahimè, molto elevati per noi comuni mortali ma degni di essere perlomeno ammirati anche come opere d’arte. I prezzi? Elevati, tutto dipende dal pezzo prescelto, per i modelli senza pietre i costi non superano i duemila euro, gli altri i diecimila euro e oltre…

fabergé-pendenti

Gioielli contemporanei di gran classe dove l’iconico simbolo dell’uovo, tanto caro a Peter Carl Fabergé fa bella mostra di sé. Gemme preziose sposano oro e diamanti, in un tripudio di colori. L’uovo si trasforma in una spirale o è decorato da linee sinuose simili ad arabeschi.

Fabergé-eggsDopo questo lungo post celebrativo dedicato alle uova e alla loro storia, non mi resta che augurare una felice Pasqua a tutti i miei lettori e ai visitatori del blog.

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Sulla felicità

30 Marzo 2015 6 commenti

In tanti hanno provato a definirla… poeti, scrittori, filosofi.

Etimologicamente parlando, l’aggettivo “felice” deriva dal latino felix -icis, dalla stessa radice di fecundus, che significa “fertile”.

La felicità può essere intesa come appagamento e soddisfazione personale basata su beni materiali, il raggiungimenti di determinati obiettivi, o è semplicemente una componente emozionale che implica buonumore e ottimismo?

Oggi siamo in troppi a essere infelici, per i più svariati motivi. Un lutto, una malattia, una separazione, la perdita del lavoro, o, semplicemente, è uno stato d’animo, una sorta di malinconia perenne che ci portiamo appresso fin dal mattino, appena svegli, e non ci lascia più. Pensieri, ricordi, avversità quotidiane, qualche rimpianto e il gioco è fatto.

Vorremmo essere altrove, ci piacerebbe cambiare la nostra vita, ma siamo circondati da muri invalicabili, percorriamo strade impervie e inciampiamo nelle difficoltà della vita.

Immaginiamo un’esistenza diversa e i più fortunati la notte si rifugiano nei sogni… perché gli infelici sognano poco e nulla. Gli altri piangono o hanno dimenticato a sorridere e gioire per le piccole cose.

John_Lennon

Mi viene in mente Baudelaire e lo spleen decadente delle sue raccolte di versi, la sua estraneità al mondo che lo circondava, il malessere che permeava la sua vita, l’incapacità di adattarsi e sopravvivere alle sue stesse angosce.

Ho estrapolato alcuni paragrafi da tre libri i cui autori, un antico filosofo, un poeta e uno scrittore contemporaneo, dipingono la felicità secondo il loro sentire.

Tutti vogliono vivere felici, ma quando si tratta di veder chiaro cos’è che rende felice la vita, sono avvolti dall’oscurità. Ed è così difficile raggiungere una vita felice che più la si ricerca con affanno più ci se ne allontana, se si è fuori strada. Quando questa poi ci porta in direzione opposta, proprio la velocità diventa causa di maggiore distanza. Prima bisogna stabilire dove vogliamo andare, poi considerare per quale via possiamo farlo nel modo più rapido. Capiremo durante il viaggio, se sarà quello giusto, quanto ogni giorno si procede e quanto siamo più vicini a dove il desiderio naturale ci spinge.
Seneca~ De vita beata

Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà. Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno. La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia!
Kahlil Gibran

Shawna Erback painting

Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te li togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri
da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.
Alessandro Baricco ~Castelli di Rabbia

Baricco

E voi? Come definireste la felicità?

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Categorie:Libri, Società

La #buonascuola del PD

21 Febbraio 2015 Nessun commento

Nei giorni scorsi, uno strafalcione in bella mostra su un manifesto in cui si annuncia l’incontro del premier Matteo Renzi con il mondo della scuola, ci ha lasciato interdetti.

Ecco il capolavoro, opera del PD:

Orrore grammaticale

Trovo vergognoso commettere un errore proprio nel manifesto celebrativo riguardante la riforma della scuola. “Un anno è scritto con l’apostrofo (“un’anno”), come se fosse un sostantivo di genere femminile e non maschile. Una regola fondamentale che viene insegnata già alle elementari. Anche il correttore ortografico di Word ha fatto un balzo sul monitor riconoscendo l’errore! :-)

Il manifesto con l’orrore grammaticale è diffuso in Rete il 16 febbraio tramite l’account twitter del Pd scuola @scuolapd e viene notato da diverse persone.

Il giornalista Danilo Chirico commenta e pubblica uno screenshot prima che sia rimosso e ripubblicato dai diretti (ir)responsabili nella versione corretta. Alcuni commenti sono spassosi…

tweet-chirico
La Rete non perdona e  il manifesto originale con l’errore/orrore continua a girare online fra l’ilarità e lo sconforto degli utenti.

Possibile che nessuno abbia verificato l’ortografia prima di andare in stampa? E ammettiamo pure che lo sbaglio sia avvenuto in sede di stampa, come mai non è stato eseguito il classico controllo prima della diffusione?

Paradossalmente l’argomento è la scuola… emblematico il titolo “La scuola che cambia, cambia l’Italia“… il manifesto è stato condiviso, diffuso e tweettato, l’orrore grammaticale sbandierato ovunque in Rete!

In fondo al manifesto una scritta con cui gli autori si danno la zappa sui piedi: “In collaborazione con il dipartimento istruzione del partito democratico“.

Immancabile una dicitura in inglese “Save the date” in puro stile renziano.

Propongo la mia candidatura come correttore di bozze al dipartimento istruzione del partito democratico, assicuro ottima conoscenza della lingua italiana, professionalità e prezzi modici, pur di non vedere simili oscenità. Nel frattempo mi permetto di suggerire a lor signori di rileggere un mio vecchio post ancora tristemente attuale, disponibile a questo link e dotarsi di un libro di grammatica.

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Categorie:Istruzione, Politica

Il vizio di leggere

10 Febbraio 2015 2 commenti

Quel giorno ero salita sul 110 perché mi sentivo troppo stanca e il percorso da compiere mi sembrava lungo.

A bordo notai subito una signora con una grande busta di plastica poggiata lateralmente al sedile.

Istintivamente gettai un’occhiata all’interno e rimasi assai stupita nel vedere una ventina di libri di svariate dimensioni, alcuni dalla copertina sciupata.  Osservai ancora la signora, una donna di mezza età, dall’aspetto dimesso, vestita di nero, con i lunghi capelli tirati indietro in una coda di cavallo. A ogni frenata del bus stringeva in modo protettivo i manici della sporta, ma a un certo punto ondeggiò paurosamente rovesciandosi su un lato. Caddero alcuni libri… Le ultime lettere di Jacopo Ortis, Anna Karenina, La coscienza di Zeno, Se questo è un uomo, Orgoglio e pregiudizio, Il fu Mattia Pascal…

libri

Mi chinai per aiutarla a raccoglierli e lei mi ringraziò. Strinse a sé la sacca e guardandomi negli occhi mi disse con un gran sorriso:

-Sa, ogni mese vado a fare rifornimento, oggi ne ho preso qualcuno in più…

-A lei piace leggere i buoni libri, complimenti!

-Beh, diciamo che ci provo, mica li capisco tutti! Alcuni li rileggo due, tre volte, ho la licenza elementare! Riuscii a frequentare la prima media e poi basta… leggere mi è sempre piaciuto, ho scovato per caso un paio di librerie dell’usato e compro di tutto… non ho nessun vizio, tranne quello di leggere… se tornassi indietro cercherei di studiare a ogni costo!

-Il vizio di leggere in realtà è una bella abitudine. Quanti libri riesce a leggere al mese?

-Una decina all’incirca. Oggi il libraio è stato generoso, con 10 euro me ne ha dati quindici, una vera pacchia! Ormai sono una cliente fissa e mi tratta bene.

-Quindi spende 10 euro al mese?

-Sì, di più non posso, ho una pensione minima e le spese di casa cui pensare…

Dovevo scendere dall’autobus, stavo giungendo a destinazione.  Prendere il portafogli dalla borsa, estrarre 10 euro e porgerli alla signora fu un attimo.

-Se non si offende i libri del prossimo mese vorrei offrirglieli io… la prego…

-Ma… non posso accettare, no…

-Li prenda, per favore… io devo scendere, sono arrivata. Legga alla mia salute!

La donna arrossì, prese la banconota e i suoi occhi divennero lucidi.

-Grazie!

-Buona lettura e arrivederci!

Scesi dal bus e la guardai un’ultima volta. Lei era in piedi davanti al finestrino e agitava la mano per salutarmi. Il suo viso dalle guance arrossate mi rimase in mente per un po’ e ripensai spesso alla felicità che traspariva dalle sue parole quando parlava del vizio di leggere.

Il 23 aprile si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, un’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori in cui i protagonisti sono i libri e i lettori.

#ioleggoperché accende l’Italia intera con eventi nelle piazze, sui treni, nelle scuole, nelle università, nelle biblioteche di tutto il territorio nazionale, per promuovere i libri e incentivare la lettura, per conquistare e appassionare l’Italia che non legge.

Qui la pagina Facebook e questo l’account twitter @ioleggoperche

locandina-ioleggoperché

Io sarò parte attiva nel progetto come Messaggero, per condividere la mia passione per i libri con chi non legge. Mi verranno consegnati 24 libri che donerò ad altrettante persone al fine di coinvolgerle nella lettura. Ai Messaggeri sparsi in tutta Italia saranno “affidati” ben 240.000 libri per celebrare in  modo coinvolgente questa speciale giornata e attirare nuovi lettori. Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane sosterrà il progetto accogliendo a bordo di circa 500 treni regionali Trenitalia i Messaggeri  che affideranno ai non lettori o lettori deboli copie della speciale collana #ioleggoperché, invitandoli alla lettura.Le librerie e le biblioteche che hanno aderito, il 23 aprile resteranno aperte fino a mezzanotte per la Notte bianca delle librerie.

#ioleggoperché la lettura permette di ampliare i propri orizzonti, vivere tante vite, viaggiare con la mente, conoscere l’animo umano… e tanto altro. E voi perché leggete? Postate sui social la vostra risposta e cliccate qui per guardare il video promozionale con Linus, Lella Costa e altri personaggi che ci raccontano perché leggono.

Ci aggiorniamo presto con l’iniziativa #ioleggoperché e vi fornirò ulteriori dettagli, nel frattempo save the date: giovedì 23 aprile non prendete impegni!

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