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Archivio Settembre 2005

I gatti nella letteratura

19 Settembre 2005 2 commenti


Anche a Neruda piacevano i gatti, quando ho letto questi versi non ho potuto fare a meno di pubblicarli. Leggeteli con attenzione, sono straordinari!

Ode al gatto
(Pablo Neruda)

Gli animali furono imperfetti,
lunghi di coda, plumbei di testa.
Piano piano si misero in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono nèi, grazia, volo.
Il gatto,
soltanto il gatto
apparve completo e orgoglioso:
nacque completamente rifinito,
cammina solo e sa quello che vuole.

L?uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vprrebbe avere ali,
il cane è un leone spaesato,
l?ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia per rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole solo esser gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d?oro.

Non c?è unità
come la sua,
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l?elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come
la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
Hanno lasciato una sola fessura
Per gettarvi le monete della notte.

Oh piccolo
imperatore senz?orbe,
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto, nuziale
sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell?amore
all?aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piedi delicati
sul suolo,
fiutando,
diffidando
di ogni cosa terrestre,
perché tutto è immondo
per l?immacolato piede del gatto.

Oh fiera indipendente
della casa, arrogante
vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze
insegna di un irreperibile velluto,
probabilmente non c?è enigma
nel tuo contegno,
forse non sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni
all?abitante meno misterioso,
forse tutti si credono padroni,
proprietari, parenti di gatti, compagni, colleghi,
discepoli o amici del proprio gatto.

Io no.
Io non sono d?accordo.
Io non conosco il gatto.
So tutto, la vita e il suo arcipelago,
il mare e la città incalcolabile,
la botanica,
il gineceo coi suoi peccati,
il per e il meno della matematica,
gl?imbuti vulcanici del mondo,
il guscio irreale del coccodrillo,
la bontà ignorata del pompiere,
l?atavismo azzurro del sacerdote,
ma non riesco a decifrare un gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta,
numeri d?oro stanno nei suoi occhi.

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Perché mi piace scrivere

13 Settembre 2005 2 commenti


Ho iniziato a scrivere perchè adoro leggere. Leggo di tutto ma il mio genere preferito è quello fantastico. Oltre alle favole, mi appassionano i romanzi di Stephen King, i film di Walt Disney e Stephen Spielberg.

Nel 2011 ho scritto un romanzo, in vendita online cliccando qui , oltre a raccontitesti scolastici,  eBook per corsi di formazione; inoltre scrivo favole su commissione per tutti coloro che lo richiederanno.

Mille storie nella mia testa si agitano e vogliono uscire allo scoperto, per essere eternizzate… Penso che sia facile regalare un libro, ma esserne protagonisti è insolito, così ho iniziato a far girare la voce e il 25 novembre 2004 ho consegnato la mia prima favola su commissione, intitolata: “Le avventure di S. nel bosco incantato” .

Ho creato questo blog per comunicare con tutti gli appassionati del genere e discutere di scrittura creativa e dei tanti temi legati all’editoria… in ogni caso spero susciti il vostro interesse!

© 2005-2014  Mirella Puccio -Tutti i diritti riservati

Ultimo aggiornamento: maggio 2014