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La Meglio Gioventù: gli Angeli del Fango

2 Novembre 2006

Avrei voluto essere anch’io un "Angelo del Fango"

In una notte tempestosa, fra il 3 ed il 4 novembre 1966, Firenze si svegliò inondata dalle acque dell’Arno che straripò dai suoi argini e provocò danni ingenti al patrimonio artistico e monumentale del centro storico. Sotto i ponti della città defluirono oltre 400 milioni di metri cubi d’acqua. Anche le campagne furono allagate e molti centri minori rimasero isolati per giorni. La quantità d’acqua caduta nelle 24 ore fu di circa 180/200 litri per metro quadro, mentre il livello dell’Arno raggiunse gli 11 metri. Quando le acque si ritirarono, la melma avvolgeva ogni cosa…

 

 

 

 

Nei giorni scorsi ho visto alla televisione due documentari riguardanti la spaventosa alluvione di Firenze del 1966. Si sono susseguite davanti ai miei occhi crude immagini in bianco e nero, dove l’acqua fangosa dell’Arno è la protagonista assoluta.

 

 

Non ricordo nulla dell’avvenimento, all’epoca ero una bambina, però mi è subito venuto subito in mente uno sceneggiato trasmesso lo scorso inverno su Rai 3, "La meglio gioventù", di Marco Tullio Giordana, con Luigi Lo Cascio e Alessio Boni. Un vero capolavoro, profondo ed intenso, una delle cose migliori che abbia mai visto in questi ultimi anni. La storia ripercorre circa 40 anni di storia italiana, attraversando il periodo in cui avvenne l’alluvione a Firenze. L’evento è ricostruito in maniera fedele e l’interpretazione degli attori straordinaria. Osservando i volontari accorsi da mezzo mondo per aiutare i fiorentini a salvare le opere d’arte, avevo pensato istintivamente che se allora fossi stata più ‘grande’, o se fosse accaduto adesso, sarei andata di sicuro anch’io in soccorso dell’amata Firenze. La scena girata alla Biblioteca Nazionale, dove i volontari si passano i libri infangati di mano in mano è di grande effetto e rievoca fedelmente l’avvenimento.

 

 

…l’acqua travolse ogni strada, ogni piazza, entrando prepotentemente nei palazzi, nei musei, nelle chiese, nelle biblioteche. Giovani, soldati, vigili del fuoco, chiunque era in grado di lottare contro il fango e resistere alla stanchezza, si occupò di salvare la città e i suoi abitanti. L’obiettivo comune era aiutare gli abitanti e difendere le opere d’arte dall’acqua. I più fortunati erano quelli che abitavano dal primo piano in su, gli altri vedevano galleggiare i propri mobili, i letti e ogni suppellettile. Nelle vie, le automobili erano quasi completamente sommerse, nelle botteghe, gli artigiani piangevano vedendo affogare i ferri del mestiere, assistendo impotenti alla distruzione di ogni cosa. Nelle campagne, molti animali perirono,mentre i contadini trovarono rifugio sui tetti delle loro cascine. Altri si salvarono nuotando o aggrappandosi a zattere improvvisate, ma la disperazione non lasciò mai il posto alla rassegnazione. La furia dell’Arno provocò 121 vittime.

Il primo quartiere di Firenze ad essere travolto dalla piena fu Santa Croce. Quest’area rimase sommersa più delle altre, poiché si trovava in posizione più bassa rispetto al fiume. Le acque dell’Arno riempirono il Chiostro, s’introdussero nella cripta, violando finanche il Crocifisso di Cimabue, causando danni ingenti. Ci vollero 2 mesi per liberare Santa Croce da fango e detriti. Anche la Biblioteca Nazionale fu invasa dall’acqua. Giunsero migliaia di giovani di ogni nazionalità, in seguito soprannominati "Angeli del fango", che formarono lunghe catene umane, per passarsi di mano in mano i libri infangati.

 

Alla Biblioteca lavorarono attivamente 500 volontari. Molti degli angeli sarebbero diventati famosi, come Ted Kennedy e Joan Baez, Francesco De Gregori e Bruno Lauzi. Il Sindaco di allora, Piero Bargellini, col suo operato, lasciò una traccia indelebile nella memoria dei fiorentini, ed è tuttora ricordato come il "Sindaco dell’alluvione". In 700 anni Firenze ha subito ben 57 straripamenti; ancora oggi sui muri della città sono visibili alcune targhe che attestano il livello raggiunto delle acque dell’Arno nei secoli precedenti (1547- 1740- 1844).

Un anno fa la Regione Toscana ha deciso di organizzare un grande raduno de "Angeli del fango" , chiamando a raccolta tutti quei giovani che, partendo da ogni angolo del mondo, aiutarono Firenze a non sprofondare, scavando nel fango per recuperare le opere d’arte, i libri e salvare il salvabile. Su 10.000 Angeli rintracciati, 2.200 hanno già dato la loro adesione. Già nel 1996 Legambiente Toscana aveva iniziato un primo censimento de "Gli Angeli del Fango" rintracciando ben 3000 persone, che erano giunte a Firenze per il trentesimo anniversario dell’alluvione. Molti gli eventi organizzati nel capoluogo toscano dal 3 al 5 novembre. per non dimenticare, per ricordare e ringraziare i volontari e perché l’anniversario diventi la Giornata Internazionale del Volontariato Europeo.

 

 

In programma una serie di manifestazioni, seminari, mostre e soprattutto il raduno "Gli Angeli del Fango".In particolare il 4 novembre sarà un giorno ricco di eventi, infatti, agli Angeli e ai soldati dell’ Esercito che collaborarono durante l’alluvione, sarà consegnato un badile in miniatura, di circa 10 centimetri. In Piazza Santa Croce, i vigili del fuoco eseguiranno simulazioni riguardanti il salvataggio di opere d’arte e verrà appositamente allestita una grande mensa per gli angeli del fango.

 

 

 

In Consiglio Regionale sarà inaugurata la mostra "1966-2006. Angeli del fango. La meglio gioventù nella Toscana alluvionata". L’esposizione è costituita da 500 foto che documentano l’alluvione, mentre in sottofondo sarà possibile ascoltare la colonna sonora originale di quei momenti: lo scroscio dell’acqua, i rumori della piena, le voci della gente. Presenti anche ulteriori testimonianze di precedenti alluvioni avvenute a Firenze, filmati reperiti negli archivi Rai e materiale inedito scoperto in quest’anno di ricerche. Una sezione particolare verrà dedicata ai radioamatori, con le registrazioni degli appelli per i soccorsi. Grazie ai loro dispositivi di trasmissione, si salvarono molte vite. I telefoni cellulari erano ancora fantascienza!

Ulteriori foto sono disponibili su:

http://www.angelidelfango.it/photogallery/album.htm

 

Mirella Puccio

 

(Nelle foto: alcuni drammatici momenti dell’alluvione, la locandina della manifestazione e un particolare dell’Arno, oggi)

Categorie:Argomenti vari
  1. shinobu71
    4 Novembre 2006 a 4:11 | #1

    Ho visto il tuo commento solo adesso, tornerò a trovarti anche su questo blog che mi hai segnalato, vista l’ora mi limito a salutarti e ad augurarti buon weekend…

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