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Archivio Dicembre 2006

Villa Girasole, la villa che inseguiva il sole…

18 Dicembre 2006 3 commenti


C?era una volta un ingegnere che amava il sole e il suo lavoro. E le sfide.
Si potrebbe sintetizzare così la creazione di Villa Girasole, la Villa su rotaie.

Camminando in un giardino di pini, salendo su per un romantico sentiero di cipressi, appare la Villa che inseguiva il Sole?

A Marcellise, nascosta nella campagna veronese, sorge da 71 anni Villa Girasole, progettata dall?ingegner Angelo Invernizzi (1884 -1958). Come il girasole che si volgeva in base ai raggi del sole, la villa era in grado di ruotare su se stessa compiendo un rotazione di 360° seguendo il corso del sole. Quando il meccanismo funzionava, ruotava di 4 millimetri al secondo; il giro completo era eseguito in 9 ore e 20 minuti.

Invernizzi realizzò a Genova, dove aveva conseguito la laurea in ingegneria, il primo grattacielo d?Italia, chiamato oggi dai genovesi il ?grattacielo dell?orologio?. Ma a casa sua, nel verde delle colline veronesi, sulla scia della corrente futurista, concepì un edificio innovativo, dove il sogno si avviluppava alla meccanica: una villa che ruotava su binari, mossa da un motore a nafta, con una terrazza panoramica simile al ponte delle navi da crociera.

?dopo aver attivato il motore, l?ingegnere si sdraiava sulla chaise-longue nel terrazzo dove splendeva sempre il sole?

La grande casa era a due piani, a forma di ?Elle?, poggiati su un basamento circolare di cemento, da cui s?innalzava una scala a chiocciola; un ascensore interno collegava i piani e una torretta, molto simile ad un faro marittimo troneggiava in cima. Al di sotto, separata da una botola come quella dei sommergibili, si trovava la parte ?tecnica? con motori e serbatoi, la sala macchine. Un perno di 42 metri e 35 centimetri d?altezza era il cuore della casa. Il motore faceva girare questo perno che trasmetteva il movimento all?edificio. Un lungo corridoio con un pavimento a mosaico conduce nel cuore della villa.

La lenta rotazione avveniva su carrelli ferroviari che scorrevano lungo tre rotaie poste ad anelli concentrici. Una leva faceva partire il motore, un?altra lo fermava; un bottone serviva per decidere da che parte doveva girare. Una costruzione decisamente complessa per una villa somigliante a un sommergibile.

La villa fu costruita tra il 1929 e il 1935 ed è bella da togliere il fiato, non solo all?esterno. Gli interni furono concepiti dall?architetto Ettore Fagioli e per il progetto, Invernizzi fu coadiuvato dal collega Romolo Carapacchi. Di certo non fu semplice realizzare una casa che sfidava le leggi di stabilità. Invernizzi utilizzò, un materiale leggerissimo, chiamato Eraclit, un composto di legno, truciolato e cemento.

Riguardo l?esterno, la villa era ricoperta da lamine d?alluminio brillanti che ricordavano gli aerei. Nel giardino, una piscina triangolare, più avanti un lago artificiale, creato per irrigare i terreni coltivati a vigna, gli ulivi e i ciliegi.

Un felice connubio di alta e raffinata ingegneria riuniva nell?edificio elementi ferroviari, marittimi ed aerei.

Attualmente lo straordinario meccanismo non è più funzionante, ma?
?oggi la villa sta?rifiorendo (è proprio il caso di dire) grazie agli svizzeri! Gli italiani, non si capisce bene per quale motivo, se n?erano dimenticati? che imperdonabile distrazione!

Dopo la morte del suo ideatore e proprietario, la figlia Lidia aveva deciso di far riparare e rilanciare la villa rotante. Erano necessarie cifre astronomiche per la riparazione, ma infine, dalla Svizzera, una Fondazione no profit rispose all?appello e decise di far tornare a girare il Girasole. La Villa ospiterà un Centro Studi sul restauro dell?architettura moderna.

Lo splendido volume, Villa Girasole. La casa rotante / The Revolving House (Mendrisio Academy Press, 2006), narra la storia della villa, testimoniando i lavori di riassetto e restauro. La pubblicazione nasce dalla collaborazione tra l’Accademia di architettura, l’Archivio del Moderno di Mendrisio e la Fondazione Il Girasole, Angelo e Lina Invernizzi. I testi sono corredati da disegni e foto d?archivio in bianco e nero. Un reportage fotografico a colori mostra l?edificio nel suo stato odierno.

Per chi fosse interessato a vedere da vicino questo capolavoro d?architettura, è possibile giungere a Marcellise in auto, uscendo a Verona Est, (Autostrada A/4 Milano Venezia). Superate il comune di San Martino Buon Albergo, seguendo le indicazioni per Marcellise. In pochi minuti, prima di entrare in paese, s?incrocia il cancello di Villa Girasole, riconoscibile dal viale di cipressi che sale verso la collina.

Pare che la stagione migliore per visitarla sia la primavera o a metà Giugno, quando i ciliegi sono in fiore. Non posso garantirvi che sia possibile visitare la Villa senza appuntamento, poiché al momento non sono stati approntati orari di visita al pubblico. In ogni caso pare che telefonando al bibliotecario di San Martino Buon Albergo, sia possibile mettersi in contatto con il custode della Villa e fissare un appuntamento. Inoltre è possibile richiedere informazioni per la visita alla Fondazione Archivio del Moderno, istituto autonomo di ricerca, che affianca l’Accademia di architettura di Mendrisio: villa.girasole@arch.unisi.ch

Mirella Puccio

Categorie:Curiosità

Significato ed essenzialità

11 Dicembre 2006 1 commento

Il significato e l?essenzialità, ovvero Giuseppe Ungaretti

Mattina
M?illumino
d?immenso
(Gennaio 1917)

Soldati
Si sta come
d?autunno
sugli alberi
le foglie
(Luglio 1918)

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