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Archivio Marzo 2010

INIZIAMO A SCRIVERE! Creiamo il nostro “serbatoio d’idee”

30 Marzo 2010 4 commenti

 

Eccoci al nostro secondo appuntamento dedicato alla scrittura creativa. Dopo aver sviscerato le differenze fra romanzo e racconto nel post del 23 marzo, è giunto il momento di decidere cosa scrivere e da dove cominciare, qual è il punto di partenza e quali sono i meccanismi che scatenano la narrazione, in pratica abbastanza simili per entrambe le tipologie narrative.

Si può partire dalla TRAMA, o dai PERSONAGGI.

La TRAMA può scaturire da uno o più particolari, che conviene trascrivere immediatamente per essere riesaminata in un secondo tempo, a freddo. Prendiamo l’abitudine di appuntare tutte le idee che ci vengono in mente, non sempre ci torneranno utili, ma possono costituire materiale narrativo riguardanti altre storie. Sul mio PC ho creato una cartella intitolata serbatoio d’idee, identificando ogni appunto con un titolo, che mi permette di recuperarlo facilmente al bisogno. Vi suggerisco di fare lo stesso, è un sistema davvero utile. 

Di solito l’idea embrionale comporta il coinvolgimento emotivo dell’autore. La scintilla può scoccare per i motivi più disparati e nei luoghi più assurdi indipendentemente dalla sua volontà (ecco perché nella mia borsa non mancano mai una penna e un block notes, ho scritto in autobus, in spiaggia, al ristorante, facendo la fila all’ufficio postale…). L’idea fresca va buttata subito giù in qualunque posto vi troviate, dopo non sarà più fresca e non la ricorderete altrettanto bene come quando l’avevate pensata! Lo scrittore non ha orario, è in servizio no-stop e deve essere sempre pronto al richiamo creativo.

carta e penna

Chi parte da una trama, di solito ha ben chiaro in mente come si dipanerà la storia che si muoverà  su uno o più temi. Non è necessario che sia ben definita, può essere un work in progress, un canovaccio[1] su cui ricamare gli avvenimenti.

Diversamente, quando si parte dal PERSONAGGIO, le sue caratteristiche, il suo comportamento, le sue attitudini, determineranno autonomamente la storia, con tutte le responsabilità del caso.  In questo caso il Personaggio È la Trama.

La mia esperienza: utilizzo entrambi i metodi, dipende dall’estro del momento o dalle esigenze del mio committente. Ho appena elaborato un racconto che per esigenze editoriali doveva essere ambientato in una location ben definita, per cui ho rivolto tutta la mia attenzione al luogo, protagonista indiscusso, incastrando nella sua cornice i personaggi e tessendo fittamente le loro vicende personali nell’antica storia della cittadina che faceva da scenario.

Riguardo i particolari che intervengono nella creazione di una storia, possono essere i più svariati: un luogo, un oggetto, un sogno, un profumo, una musica, un frammento di vita. Paragono questi dettagli alle Matrioske, le famose bambole russe infilate una dentro l’altra dalla più piccola alla più grande, simili a idee che prendono forma, crescono e si moltiplicano via via che la trama si sviluppa.

© 2010 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

[1]  Termine utilizzato a partire dal XVI secolo in ambito teatrale e letterario con cui si indicavano gli elementi basilari della trama di un’opera

FRA ROMANZO E RACCONTO, differenze e preferenze

23 Marzo 2010 4 commenti

 

Da oggi  prenderanno il via una serie di post riguardanti la narrazione, il cui titolo sotto forma di domanda cercherà di fornire (alcune) risposte e stimolare (ulteriori) domande, oltre che il dibattito.

Che differenza c’è fra romanzo e racconto?

Provate a porre la domanda ai vostri amici, la maggior parte risponderà superficialmente che è solo una questione di lunghezza. D’accordo, ma affermare che si tratti solo del numero di pagine sarebbe riduttivo.

 Fra romanzo e racconto

Il racconto somiglia a un treno in corsa che salta tutte le fermate. È un esercizio di bravura per lo scrittore, che non avendo a disposizione molte pagine dovrà fare del suo meglio per tratteggiare i personaggi in maniera incisiva e rendere credibile una storia che nasce e muore in meno di 50 pagine. Col racconto non si può barare e certe scelte stilistiche o virtuosismi letterari che spesso sono del tutto ininfluenti alla storia, ma che infarciscono molti romanzi, diventano del tutto superflui. Il racconto può (deve!) esser letto tutto d’un fiato. Ci sono lettori estimatori di racconti che detestano i romanzi e viceversa; ci sono anche lettori onnivori (per fortuna!).

L’immediatezza di un racconto ben scritto è straordinaria, i primi indimenticabili racconti che mi vengono in mente sono quelli scritti da Edgar Allan Poe, Kafka, Stephen King, da Alberto Moravia e, andando più a ritroso, le novelle di Boccaccio e Giovanni Verga. A questo proposito va ricordato che nell’ambito della letteratura del 900, la novella fu chiamata più comunemente racconto; non sussistono quindi differenze stilistiche rilevanti fra questi due tipi di narrazione.

Il romanzo non è soltanto più lungo del racconto, è più  l a r g o,  fa respirare la storia e i suoi personaggi, permettendo un’evoluzione della storia tale da potersi anche di accettare un finale debole, inglorioso, ambiguo, aperto. Il romanzo non può esser letto tutto in una volta (tranne le dovute eccezioni), il romanzo ti prende per mano e ti accompagna per giorni, sottraendo tempo ad altre attività o diventare addirittura protagonista di quell’attività. Molti di noi ricordano più facilmente un romanzo, bello o brutto che sia, perché letto sotto l’ombrellone, in viaggio o durante un ricovero ospedaliero, ad esempio.

Last, but not least, il romanzo ha un solo titolo e un solo autore, a meno che non sia scritto a più mani, mentre il racconto è inserito in antologie o raccolte dove talvolta collaborano più autori e ha un titolo a sé stante. 

La mia esperienza: da scrittrice, ritengo che scrivere un racconto abbia delle difficoltà congenite, dovute alla sua stessa natura, che non s’incontrano nella stesura di un romanzo; da lettrice, mi ritrovo a livello inconscio a valutare più severamente i racconti rispetto ai romanzi, dato che l’autore non sempre riesce a condensare in maniera ottimale trama, personaggi e location in poche pagine e catturare l’attenzione del lettore.

© 2010 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati