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Archivio Novembre 2010

ESSERE “AUTORI”

28 Novembre 2010 4 commenti

 

Essere_autori

Presentare una relazione, elaborare una tesi, scrivere su un blog, partecipare a un concorso letterario o inviare un testo a una casa editrice: dando per scontato (ma non troppo) competenze grammaticali e lessicali, vi sono alcune norme redazionali da seguire che ci permetteranno una stesura corretta e ordinata. La tastiera del nostro computer può causare talvolta alcuni errori grossolani, in particolare accenti, segni d’interpunzione e simboli vari.

È davvero importante presentare bene i nostri lavori, che si tratti di poche righe o di un tomo di mille pagine.

Font

Il nostro testo deve avere caratteristiche di leggibilità e visibilità, quindi salvo che non sia espressamente richiesto un tipo di carattere tipografico ben preciso, i font più utilizzati e consigliati sono: Times New Roman, Arial e Verdana, ma anche Garamond, Palatino, Century, Optima, Helvetica, Officina,  corpo 11 o 12.

Cartella

Per cartella s’intendono 1800 battute totali, compresi gli spazi bianchi, quindi 30 righe di 60 battute a pagina. Per giungere a questo risultato, è necessario modificare il layout di pagina che compare all’apertura di Word 2007. Dall’apposita opzione, selezionare “imposta pagina” e “margini personalizzati”.  Le dimensioni del font ovviamente influenzano la lunghezza di righe e pagine. Ricordate di modificare anche l’interlinea!

Conteggio caratteri

Spesso vengono richieste un numero massimo di battute, spazi inclusi, per articoli o racconti partecipanti a concorsi. Per conoscere il numero esatto dei caratteri digitati, utilizzando Word 2007, cliccare su “parole”, visibile sulla barra di stato, in basso a sinistra dello schermo. Si aprirà un menu a tendina con le statistiche, comprendenti anche il conteggio dei caratteri spazi inclusi.

Titoli, sottotitoli, capitoli

Mai il punto alla fine!

segni d'interpunzione

Le virgolette basse « » o caporali

È consigliabile utilizzarle per i dialoghi. Ricordate che il segno di punteggiatura a chiusura del discorso tra virgolette, va posto fuori dalle virgolette stesse, e inserito anche se il discorso termina con un punto esclamativo o interrogativo.

Esempio:

Disse: «Ho fame».

Lei replicò: «Davvero?».

 

 

Le virgolette alte  “ ” o apici doppi

Si usano nei seguenti casi:

  • Parole di uso comune cui si vuole dare particolare enfasi (è bene limitarne l’uso);
  • Parole o espressioni nuove della lingua italiana da evidenziare nel testo;
  • Quando si fa uso di una parola prescindendo dal suo significato;
  • Se fosse necessario fare uso di virgolette all’interno di un discorso già tra virgolette basse, si useranno quelle alte.  

Le virgolette semplici  ‘  ’ o apici

Da utilizzare:

  • Nelle citazioni all’interno di un discorso già tra apici doppi;
  • Parole straniere da evidenziare nel testo. La scelta fra i due diversi tipi di virgolette è spesso legata a esigenze grafiche o editoriali.

Salvataggio testo

Talvolta viene richiesto di salvare il testo da inviare in formato .rtf (rich text format), .pdf o versioni compatibili con Word 97-2003. Come fare? Semplicissimo: basterà cliccare sul pulsante di Office posto in alto a sinistra dello schermo e selezionare “salva con nome”. Si aprirà un menu a tendina, selezionate il formato desiderato fra quelli proposti da Word, e salvate il vostro documento di testo.

Grammatica

Vi consiglio di investire 14 euro in un buon libro di grammatica, compatto e completo, come quello scritto da Marcello Sensini, “La grammatica della lingua italiana”, ediz. Oscar Mondadori. Si tratta di un libro moderno, dalla lettura scorrevole,  articolato per argomenti, con un indice analitico, che vi permetterà di troverete tutte le risposte ai vostri dubbi. Molto interessanti i capitoli dedicati al lessico e alla semantica e alla retorica. Un libro adatto a tutti, dalla terminologia semplice e immediata, che offre un’analisi completa della lingua italiana, spiegando i diversi livelli e registri. Troverete le regole da seguire e gli errori da evitare, la lingua parlata e la lingua scritta, la lingua dell’uso quotidiano e la lingua letteraria, il registro familiare e il registro colto.

Esistono sicuramente molti siti web che dibattono la questione, ma io continuo a fidarmi dei libri, pur essendo una fan della Rete. Vi segnalo il sito dell’ Accademia della Crusca , davvero molto interessante e ricco di curiosità.

Il prossimo appuntamento sarà dedicato alla fase di prewriting, quel periodo più o meno lungo che precede l’elaborazione scritta del testo, in cui l’autore medita, rimugina, parlotta con sé stesso, prendendo appunti dove capita. È la fase in cui si scaldano i motori prima di partire, quella che anticipa la condizione di grazia, in cui vedrà la luce la nostra creatura. 

© 2010 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati