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Archivio Giugno 2011

INCIPIT: cominciamo dall’inizio

5 Giugno 2011 2 commenti

 

IncipitScrivere, come abbiamo visto nel post precedente, è un mix di talento e tecnica. Essere pubblicati, aggiungo, è una fortuna;  proviamo allora a capire come realizzare un incipit vincente, che avvinca e convinca il lettore a proseguire la lettura del nostro libro. Oggi il lettore va conquistato fin dalle prime righe, non ha tempo da perdere con introduzioni prolisse. È pur vero che romanzi da 800 pagine se ne vedono pochi in giro, il lettore del XXI secolo desidera trovare avvincente un libro fin dall’inizio, meglio se non supera le 200 pagine.

Creare un incipit invitante, senza essere invadente, sembra esser diventato il principio fondamentale per ogni scrittore. Io ricordo libri meravigliosi con incipit mediocri… ma erano altri tempi. Alludo a dieci, vent’anni fa, mica  un secolo, quando a scrivere era l’autore in prima persona, mica un ghostwriter!

Incipit deriva dal verbo latino incipere (incominciare). Considerare l’incipit l’inizio di una storia però è alquanto riduttivo. In base alla mia esperienza di lettrice/scrittrice, ho raggruppato cinque tipologie di incipit, secondo l’ordine e il modo in cui vengono raccontati i fatti. Eviterei l’incipit originale a tutti i costi, spesso illude e delude il lettore.

  • Quello classico racconta gli eventi in ordine cronologico, è il più semplice, ciò non significa che sia il meno efficace;
  • L’inizio in medias res, è una tecnica che immerge il lettore al centro dell’azione e lo impegna in una lettura più attenta. Il racconto comincia nel mezzo della storia, nel senso che evita di narrarci i fatti precedenti, che in seguito saranno recuperati attraverso i dialoghi o i racconti dei personaggi. Si può ricorrere al flashback per chiarire al lettore l’antefatto, ma avendo cura di incastrarlo nel corso della storia. L’espressione latina in medias res significa nel mezzo delle cose; si riferisce allo stile epico di Omero, la cui narrazione prevedeva l’assenza d’introduzioni e preamboli: la storia iniziava già nel vivo delle vicende;
  • Talvolta  la narrazione si sviluppa a posteriori, cioè dopo che i fatti sono accaduti. Si tratta di storie che, magari dopo anni dal loro svolgimento, sono riferite dal protagonista ad altri personaggi o da qualcuno che ha assistito ai fatti. Trovo sia una tecnica complessa e avvincente, a condizione di saper scrivere molto, molto bene;
  • Altre volte invece l’autore preferisce esordire con un incipit descrittivo. Il testo comincia con la descrizione dei luoghi in cui si svolgerà la vicenda o con la descrizione di un personaggio, in genere il protagonista;
  • Leggendo un libro, avrete notato come molti scrittori preferiscano l’incipit in prima, seconda o terza persona,  utilizzando il discorso diretto o indiretto. Gli effetti sul lettore sono diversi, si tratta di accorgimenti particolari studiati dall’autore, mirati alla tipologia della storia.

L’incipit con l’ io narrante o narrativa in prima persona,  è quella tecnica narrativa in cui il protagonista presenta la storia in maniera soggettiva, quindi chi legge è portato a immedesimarsi nelle vicende  fondendo il proprio punto di vista con quello del personaggio principale. La narrazione in seconda persona è una tecnica  un po’ inconsueta, la troviamo solitamente nella narrativa straniera e viene definita “post-moderna”. Nell’esposizione in terza persona la vicenda è presentata da una persona diversa dai protagonisti della storia. Il narratore in terza persona può essere onnisciente (conosce i fatti passati, presenti e futuri, il carattere dei personaggi) o limitato (punto di vista molto oggettivo).

Iniziare utilizzando il discorso diretto, permette una lettura più fluida e un rapporto immediato fra lettore e personaggi.  

Vi sottopongo un pot-pourri di incipit, che trovo davvero avvincenti e ben scritti.

incipitIncipit in prima persona, discorso diretto

Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qualvolta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:
«Io mi chiamo Mattia Pascal».
«Grazie, caro. Questo lo so».
«E ti par poco?»  (Il fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello)

Incipit in prima persona, discorso indiretto

Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo al buio con gli occhi spalancati e d’un tratto, in quel buio, s’è acceso un lampo di certezza: sì, c’eri. Esistevi. Ed è stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E quando ha ripreso a battere con tonfi sordi, cannonate di sbalordimento, mi sono accorta di precipitare in pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qui, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. È paura di te, del caso che ti ha strappato dal nulla, per agganciarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato. Mi son sempre posta l’atroce domanda: e se nascere non ti piacesse?  (Lettera a un bambino mai nato, Oriana Fallaci)

Incipit in terza persona, discorso diretto

La lettera arrivò con la distribuzione del pomeriggio. Il postino posò prima sul banco, come al solito, il fascio versicolore delle stampe pubblicitarie; poi con precauzione, quasi ci fosse il pericolo di vederla esplodere, la lettera: busta gialla, indirizzo a stampa su un rettangolino bianco incollato alla busta.
«Questa lettera non mi piace» disse il postino.
Il farmacista levò gli occhi dal giornale si tolse gli occhiali; domandò «Che c’è?» seccato e incuriosito. (A ciascuno il suo, Leonardo Sciascia) 

Incipit in terza persona, discorso indiretto 

Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.  (Il gioco dell’angelo, Carlos Ruiz Zafón)

Esercizi di scrittura

Me li avete richiesti e ve ne consiglio tre. Un buon esercizio utile a tutti coloro che hanno difficoltà a trovare l’inizio, è quello di usare incipit di altri romanzi e continuare a ruota libera. Una variazione è quella di stravolgerne il senso e continuare in base alla trama sviluppatasi in conseguenza. A questo scopo suggerisco la consultazione di tre siti ricchi di incipit e quindi di spunti per i vostri esercizi: 

http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/ 

http://www.incipitario.com/   

http://www.incipitmania.com/

Se invece avete già una buona idea per un racconto o un romanzo, ma non sapete come muovervi, consiglio l’elaborazione di una decina di incipit lunghi al massimo 15 righe. Dopo averli creati, lasciateli maturare e rileggeteli dopo un paio di giorni, a freddo, scegliendo il migliore. Adesso è giunto il momento di continuare a scrivere la vostra storia.

© 2011 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

(ultimo aggiornamento gennaio 2012)

Di seguito i link alle puntate precedenti:

Redazione del testo: talento o tecnica?

Essere “autori”

Il titolo ideale

Dentro la storia: nomi e cognomi dei personaggi

Continuiamo a scrivere: storia, intreccio e plot

Iniziamo a scrivere! Creiamo il nostro “serbatoio d’idee”

Fra romanzo e racconto, differenze e preferenze

 

CERCASI REDATTORI…

3 Giugno 2011 3 commenti

La ……………… cerca personale per la scrittura di guide e contenuti su varie tematiche. Le competenze richieste sono: buona conoscenza della lingua italiana, ottima capacità di scrittura, conoscenza del mondo web e dimestichezza con il pc. Se credi di di avere le caratteristiche da noi ricercare compila, in tutte le sue parti il questionario che trovi alla voce sito web, facendo particolare attenzione al testo di valutazione che ci permetterà di farci una prima idea delle tue attitudini.

Quest’annuncio, che riporto integralmente, privo del nome dell’azienda, ha catturato la mia attenzione, e non per qualche errore d’ortografia o digitazione (!)

Leggendolo ho pensato: stanno cercando ME!  Amo la scrittura in tutte le sue forme: sono blogger dal 2004, autrice di testi scolastici, scrittrice di racconti (editi in raccolte), eBook e romanzi. I miei studi riguardano l’ambito turistico e linguistico, ho un’ottima padronanza della lingua italiana, conoscenza fluente di francese e inglese. Il web e la scrittura sono la mia vita!

Detto fatto, riempio il questionario e scelgo uno dei tre temi proposti. Riguarda un problema che affligge noi donne ed è un argomento che ritengo di conoscere bene: la cellulite.  Nel frattempo digito su Google il nome dell’azienda e non trovo alcuna informazione, tranne qualche commento non proprio confortante da parte di chi si è candidato. Ciò nonostante decido comunque di andare fino in fondo, perché nella vita, non si sa mai… magari a qualcuno è andata buca e fa gossip in Rete per rabbia… chissà! Bisogna essere positivi quando si cerca lavoro, no? Elaboro con grande attenzione il tema suddetto e nel tardo pomeriggio, invio tutto.

E poiché dispongo di un mezzo formidabile quale un blog, ho deciso di postare in copia l’articolo (inoltrato in data 01.06.2011 all’azienda in questione),  hai visto mai che lo ritrovo pubblicato da qualche parte senza autorizzazione e soprattutto senza aver incassato alcun compenso!  La proprietà intellettuale non si tocca! Inoltre può essere utilissimo alle mie amiche e lettrici, ho scovato una grande novità che potrebbe aiutarci a diminuire la circonferenza coscia di 1,6 cm senza alcuna fatica…

“COMBATTERE LA CELLULITE”

Combattere gli inestetismi della cellulite con la prova costume dietro l’angolo non è un’impresa semplice. È possibile però perdere qualche centimetro, a condizione di abbinare più metodiche: attività fisica, dieta equilibrata e trattamenti localizzati

Ricordate che non esistono creme miracolose e che una vita sedentaria o cattive abitudini alimentari aggravano il problema. Se non riuscite a frequentare una palestra, andate a piedi piuttosto che in auto, evitate l’ascensore, riprendete a pedalare o usate la cyclette a casa, abbinando semplici esercizi aerobici.

Nella dieta vegetariana sono presenti molti alimenti che aiutano il drenaggio dei liquidi in eccesso, come verdure e ortaggi, cotti al forno o a vapore, conditi utilizzando aromi e un filo di olio extravergine d’oliva. I carboidrati andranno consumati sempre a pranzo (senza esagerare), la frutta di preferenza al breakfast e nei due spuntini di metà mattina e metà pomeriggio, scegliendo tra fragole, ciliegie, ananas, frutti di bosco.

Sale e zucchero vanno ridotti drasticamente; dimenticate i grassi animali, i dolci e i superalcolici; preferite i gelati a base di frutta e i sorbetti.

Il fumo andrà ridotto o eliminato.

Tisane e integratori che contengono ananas, betulla, tarassaco, papaia, pilosella, vantano un’azione drenante, mentre centella, vite, ippocastano, meliloto hanno un’azione benefica sulla microcircolazione. Chiedete consiglio al vostro farmacista o in erboristeria, troverete una vasta gamma di prodotti sotto forma di compresse o bustine.

Due litri al giorno di acqua oligominerale con un residuo fisso molto basso, povera di sodio e tè verde (azione lipolitica) spegneranno la vostra sete. Da evitare assolutamente bibite gassate e succhi di frutta confezionati.

A livello locale, il massaggio professionale in istituto e la fangoterapia sono molto utili. Esistono diverse tipologie di massaggio, a seconda che la cellulite sia al primo, secondo o terzo stadio. Consigliato in particolare il linfodrenante, che aiuta lo smaltimento delle tossine e la circolazione linfatica. La pressoterapia in più ha effetto sulla circolazione e sulla ritenzione idrica. Consiste nell’introdurre gli arti inferiori in appositi gambali contenenti una camera d’aria e gonfiati progressivamente dal piede alla coscia, fino a raggiungere il bacino, per poi ricominciare dal piede.

A casa potrete eseguire dei trattamenti basati sull’automassaggio utilizzando una crema anticellulite, avendo cura di eseguire preventivamente uno scrub esfoliante che permetta di asportare le cellule morte e quindi favorire una maggiore penetrazione del prodotto. Le creme di ultima generazione contengono fitoestratti, alghe marine, caffeina e hanno un effetto levigante oltre che riducente.

Fra i trattamenti di medicina estetica più validi e non invasivi, la cavitazione, basata su onde sonore a bassa frequenza che disintegrano i lipidi in eccesso, riducendo i cuscinetti localizzati e affinando la silhouette. Anche la stimolazione meccanica praticata con particolari rulli brevettati che ossigena e stimola il microcircolo sanguigno e linfatico, promette risultati snellenti e tonificanti. Il ciclo iniziale prevede sei sedute, il mantenimento una al mese.

L’ultima trovata che non mancherà di stupirvi, sono i jeans anticellulite, pare siano  in grado di ridurre il giro coscia fino a 1,6 cm. Si basano su un principio attivo che contrasta la cellulite che attraverso le fibre tessili agisce su gambe, pancia e glutei.  In pratica il denim è intriso di caffeina, escina e vitamina E, presenti sotto forma di microcapsule. Il trattamento dura 28 giorni, ogni sei giorni il jeans andrà lavato a mano e in acqua tiepida. Al terzo lavaggio il complesso attivo si ridurrà al 23% e potrà essere ripristinato utilizzando l’apposito kit in dotazione da 50 ml. Ulteriori ricariche da 100 ml sono in vendita per riutilizzare i jeans.

© 2011 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

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