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Archivio Novembre 2011

Scrittori da spennare, editori da dimenticare

13 Novembre 2011 57 commenti

Torno sull’argomento sempre di grande attualità.

Qualcuno mi ha chiesto i nomi degli “editori seri” che valutano opere di scrittori esordienti, senza chiedere il famoso contributo. Nel 2008 avevo già affrontato la questione in due post:

Editori imprenditori o avvoltoi?  e Self publishing, la risposta agli editori a pagamento?

Silvia Ognibene, giornalista free-lance fiorentina, nel 2007 pubblicò un libro dedicato a quegli editori che evidentemente non possono definirsi tali (anche per rispetto alla categoria), specialisti nella stampa di libri dietro compenso, che difficilmente giungeranno sugli scaffali delle librerie.

Il libro-inchiesta della Ognibene, ancora attualissimo, racconta come funziona l’editoria a pagamento e offre agli aspiranti autori gli strumenti utili per difendersi da “proposte editoriali” (come vengono chiamate le richieste di contributo), in cui chi guadagna è solo l’editore-stampatore: Esordienti da spennare. Come pubblicare il primo libro e difendersi dagli editori a pagamento. Il libro presenta una panoramica di 15 editori che hanno richiesto all’autrice somme variabili di denaro per la pubblicazione del libro che aveva  loro inviato.

Di seguito riporto testualmente l’elenco degli editori e fra parentesi la cifra richiesta alla Ognibene (dati del 2007 n.d.r.):

  • Alberti Editore (€ 2800,00)
  • Aletti Editore (€ 840,00)
  • Angelo Parisi Editore (€ 2970,00)
  • CSA Editrice (€ 840,00)
  • Edicom (€ 900,00)
  • Editrice Nuovi Autori (6000,00)
  • Editrice Zona (€ 900,00)
  • Edizioni Antitesi (€ 1200,00)
  • Edizioni Il Filo (€ 1800,00)
  • Edizioni Joker (€1300,00)
  • Edizioni Progetto Cultura 2003 (€ 800,00)
  • Il Rovescio Editore (€ 750,00)
  • Libroitaliano (€ 3000,00)
  • Maremmi editore-Firenze Libri (€ 2755,00)
  • Robin Edizioni (€ 2880,00)

La lista suddetta non è esaustiva e costituisce solo il risultato di un test compiuto dall’autrice. Le somme richieste come contributo per la pubblicazione risalgono al 2007, con l’aumento dei prezzi saranno sicuramente lievitate. Un’intervista  molto significativa è disponibile cliccando qui.

Di solito gli editori a pagamento sostengono con molta enfasi che l’autore  debba contribuire alle spese, partecipando all’investimento. L’editore è un imprenditore e come tale è soggetto a un rischio d’impresa, qualunque cosa commercializzi, dalle patate ai diamanti. Ovvio che deve investire, diversamente non sarebbe un imprenditore! Se poi non riesce ad assumersi gli oneri finanziari derivanti dall’attività che ha scelto di esercitare, può sempre cambiare mestiere.

Non tutti scrivono per se stessi o per alimentare certe case editrici, che corrispondono all’autore dopo un anno dal 5% al 10% del prezzo di copertina. Anche uno scrittore deve vivere, mangiare, pagare le bollette, ecc. ecc. e pubblicare un libro non può diventare un’avventura, deve restare un piacere e perché no, anche un piccolo business. Gli aspiranti scrittori, quelli che smaniano per essere pubblicati, in realtà sono persone fragili e insicure, le chiacchiere di un sedicente editore possono influenzarli e spingerli a pagare qualunque cifra. Anche a rate.

Ho conosciuto diversi malcapitati che in passato hanno pubblicato con il famigerato Gruppo  Albatros – Il Filo,  SBC,  Aletti, pagando cifre a tre zeri senza mai recuperare la cosiddetta “partecipazione alle spese editoriali”. Un mio amico acquistò non so quanti libri pagando in tutto € 5000,00 (!) ,  non fu mai distribuito da nessuna parte, né incassò un solo cent. Finì per regalarli ad amici e conoscenti, pur di toglierseli da casa. Per inciso,  ricordo ancora un editore che voleva imbrogliarmi e chiese un pizzo di € 1200,00 da versare in due rate da € 600,00, definendolo “costo SIAE“.

Peraltro i costi di eventuale editing, di grafica, di personale, di promozione, distribuzione, sono da sempre,  a carico dell’editore. Se l’autore deve partecipare alle spese editoriali, non è più uno scrittore, diventa un socio della casa editrice.  A questo punto dovrebbe percepire una percentuale sulle vendite molto più elevata, no?

Adesso che anche Amazon si è dato all’editoria, forse qualcuno capirà che è necessario guardare al futuro. Editoria digitale, vetrine su internet, promozione attraverso social media, nuovi dispositivi di lettura… Emblematico segno dei tempi, il caso di John Locke, sconosciuto scrittore americano di  crime stories, che ha venduto un milione di eBook in 5 mesi, proprio grazie ad Amazon e alla piattaforma di autopubblicazione Kindle Direct Publishing. Il prezzo? $ 0,99 a download, praticamente gratis. L’autore, con la sua strategia, ha guadagnato  350mila dollari. Casi limite? Vedremo. Intanto chi volesse pubblicare con Kindle Direct Publishing può leggere tutte le informazioni a questo link e decidere il da farsi senza sborsare neanche un euro.

Concludendo, consiglio oltre al  libro della Ognibene la consultazione delle “Liste editori a pagamento e doppio binario” stilata da Writer’s dream  e presenti nel blog  di Loredana Lipperini cliccando qui;  aggiornamenti e commenti sono disponibili qui.
Inoltre per documentarvi e restare aggiornati, partecipate a gruppi, forum tematici, consultate siti e blog, ma non affidate i vostri scritti a chicchessia. Il rischio è venire manipolati e convinti a pagare.

Valutate altre strade, diventando scrittori indipendenti, con Lulu.comIlmiolibro.it e  altre piattaforme di self-publishing come la summenzionata Kindle Direct Publishing ; cercate informazioni in Rete e di tanto in tanto tornate qui.

Aggiornamento liste e informazioni editori free, a pagamento, doppio binario, concorsi, cliccando qui.

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(ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2015)