Home > Argomenti vari, Cultura, Scrittura creativa > Scrittori da spennare, editori da dimenticare

Scrittori da spennare, editori da dimenticare

 

Torno sull’argomento sempre di grande attualità.

Qualcuno mi ha chiesto i nomi degli “editori seri” che valutano opere di scrittori esordienti, senza chiedere il famoso contributo. Nel 2008 avevo già affrontato la questione in due post:

Editori imprenditori o avvoltoi?  e Self publishing, la risposta agli editori a pagamento?

Silvia Ognibene, giornalista free-lance fiorentina, nel 2007 pubblicò un libro dedicato a quegli editori che evidentemente non possono definirsi tali (anche per rispetto alla categoria), specialisti nella stampa di libri dietro compenso, che difficilmente giungeranno sugli scaffali delle librerie.

Il libro-inchiesta della Ognibene, ancora attualissimo, racconta come funziona l’editoria a pagamento e offre agli aspiranti autori gli strumenti utili per difendersi da “proposte editoriali” (come vengono chiamate le richieste di contributo), in cui chi guadagna è solo l’editore-stampatore: Esordienti da spennare. Come pubblicare il primo libro e difendersi dagli editori a pagamento. Il libro presenta una panoramica di 15 editori che hanno richiesto all’autrice somme variabili di denaro per la pubblicazione del libro che aveva  loro inviato.

Di seguito riporto testualmente l’elenco degli editori e fra parentesi la cifra richiesta alla Ognibene

  • Alberti Editore (€ 2800,00)
  • Aletti Editore (€ 840,00)
  • Angelo Parisi Editore (€ 2970,00)
  • CSA Editrice (€ 840,00)
  • Edicom (€ 900,00)
  • Editrice Nuovi Autori (6000,00)
  • Editrice Zona (€ 900,00)
  • Edizioni Antitesi (€ 1200,00)
  • Edizioni Il Filo (€ 1800,00)
  • Edizioni Joker (€1300,00)
  • Edizioni Progetto Cultura 2003 (€ 800,00)
  • Il Rovescio Editore (€ 750,00)
  • Libroitaliano (€ 3000,00)
  • Maremmi editore-Firenze Libri (€ 2755,00)
  • Robin Edizioni (€ 2880,00)

La lista suddetta non è esaustiva e costituisce solo il risultato di un test compiuto dall’autrice. Le somme richieste come contributo per la pubblicazione risalgono al 2007, con l’aumento dei prezzi saranno sicuramente lievitate. Un’intervista  molto significativa è disponibile cliccando qui.

Di solito gli editori a pagamento sostengono con molta enfasi che l’autore  debba contribuire alle spese, partecipando all’investimento. L’editore è un imprenditore e come tale è soggetto a un rischio d’impresa, qualunque cosa commercializzi, dalle patate ai diamanti. Ovvio che deve investire, diversamente non sarebbe un imprenditore! Se poi non riesce ad assumersi gli oneri finanziari derivanti dall’attività che ha scelto di esercitare, può sempre cambiare mestiere.

Non tutti scrivono per se stessi o per alimentare certe case editrici, che corrispondono all’autore dopo un anno dal 5% al 10% del prezzo di copertina. Anche uno scrittore deve vivere, mangiare, pagare le bollette, ecc. ecc. e pubblicare un libro non può diventare un’avventura, deve restare un piacere e perché no, anche un piccolo business. Gli aspiranti scrittori, quelli che smaniano per essere pubblicati, in realtà sono persone fragili e insicure, le chiacchiere di un sedicente editore possono influenzarli e spingerli a pagare qualunque cifra. Anche a rate.

Ho conosciuto diversi malcapitati che in passato hanno pubblicato con il famigerato Gruppo  Albatros – Il Filo,  SBC,  pagando cifre a tre zeri senza mai recuperare la cosiddetta “partecipazione alle spese editoriali”. Un mio amico acquistò non so quanti libri pagando in tutto € 5000,00 (!) ,  non fu mai distribuito da nessuna parte, né incassò un solo cent. Finì per regalarli ad amici e conoscenti, pur di toglierseli da casa. Per inciso,  ricordo ancora un editore che voleva imbrogliarmi e chiese un pizzo di € 1200,00 da versare in due rate da € 600,00, definendolo “costo SIAE”.

Peraltro i costi di eventuale editing, di grafica, di personale, di promozione, distribuzione, sono da sempre,  a carico dell’editore. Se l’autore deve partecipare alle spese editoriali, non è più uno scrittore, diventa un socio della casa editrice.  A questo punto dovrebbe percepire una percentuale sulle vendite molto più elevata, no?

Adesso che anche Amazon si è dato all’editoria, forse qualcuno capirà che è necessario guardare al futuro. Editoria digitale, vetrine su internet, promozione attraverso social media, nuovi dispositivi di lettura… Emblematico segno dei tempi, il caso di John Locke, sconosciuto scrittore americano di  crime stories, che ha venduto un milione di eBook in 5 mesi, proprio grazie ad Amazon e alla piattaforma di autopubblicazione Kindle Direct Publishing. Il prezzo? $ 0,99 a download, praticamente gratis. L’autore, con la sua strategia, ha guadagnato  350mila dollari. Casi limite? Vedremo…

Concludendo, consiglio oltre al  libro della Ognibene la consultazione delle “Liste editori a pagamento e doppio binario” stilata da Writer’s dream  e presenti nel blog  di Loredana Lipperini cliccando qui;  aggiornamenti e commenti sono disponibili qui 
Inoltre per documentarvi e restare aggiornati, partecipate a gruppi, forum tematici, consultate siti e blog, ma non affidate i vostri scritti a chicchessia. Il rischio è venire manipolati e convinti a pagare.

Valutate altre strade, diventando scrittori indipendenti, con Lulu.comIlmiolibro.it e  altre piattaforme di self-publishing; visitate il blog di Bianciardi, “Riaprire il fuoco”  raccomando in particolare la lettura del post “L’editore non serve a nulla” e di tanto in tanto tornate qui.

© 2011-2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

(ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2012)

  1. 21 Febbraio 2012 a 18:48 | #1

    Buonasera signor Melis, la ringrazio per il suo contributo, pur non condividendo la sua opinione.
    Nessun distinguo, trovo scandaloso che ci siano EAP, piccoli, medi o grandi, anzi, più sono grandi, più speculano, come lei ha giustamente sottolineato, quindi ritengo sia una pratica scorretta, ai limiti della legalità. L’editore è un imprenditore, un talent-scout, diversamente cambi mestiere, oppure dichiari di essere un semplice stampatore, che non promuove e non distribuisce. Stampa e basta. Cestinare i manoscritti privi d’interesse, fa parte del suo lavoro. Se poi oggi l’attività editoriale è in crisi, è un altro discorso, ma non può rivalersi sugli aspiranti scrittori. E’ un imbroglio. Adescare la gente con messaggi promozionali come fa Albatros-Il Filo per citarne uno (sono tanti ormai), equivale a una truffa, giacché non vengono neanche rispettate le clausole contrattuali.
    Lei scrive “Anche quelli non seri sono da giustificare perché sarebbero fessi a non approfittare degli imbrattacarte che vogliono apparire scrittori”. Io non sono complice di editori disonesti travestiti da persone perbene, che approfittano di gente debole o ignorante, quindi continuerò a combattere l’editoria a pagamento.
    Veda, il mondo è pieno di aspiranti, in qualsiasi attività, se non sono validi, basta bocciarli. In base al suo ragionamento (che poi è quello degli editori a pagamento, pari pari), se io dovessi assumere nella mia azienda una persona che poi non si rivela preparata, proponendole di pagare un tot per lavorare, anziché licenziarla, potrei tenerla in servizio. Mah!…
    Anche i lettori ne hanno abbastanza di leggere stupidaggini foraggiate da Mondadori & altre case editrici, pessime traduzioni, editing approssimativi; l’EAP, qualunque sia il logo, danneggia il lettore e senza lettori, pure gli scrittori più bravi possono cambiare mestiere, tanto quanto gli editori.
    Inutile citare Moravia, Pirandello e altri, che un secolo fa per pubblicare pagavano di tasca propria. Era un secolo fa. E’ un altro vecchio cliché usato dagli EAP per convincere le vittime a pagare. Mi pare che stiamo veramente ai margini della legalità.Siamo nel 2012, abbiamo il Print On Demand, il Self-Publishing, gli eBook e con l’avvento del digitale il vecchio editore ha i giorni contati. R.I.P.

  2. 21 Febbraio 2012 a 17:43 | #2

    Vi sono anche grandi e medio grandi editori a pagamento. Avete mai sentito parlare diFranco Angeli che ha un catalogo enorme ed è una portaerei per tutti i professori universitari? Eppure si fa pagare e anche molto. Come pure Armando. E pubblicano solo saggistica. Ma hanno direttori di collana che selezionano le proposte editoriali. Io non vedo perché un piccolo editore non debba farsi pagare da uno sconosciuto per avere garantita almeno la copertura delle spese di stampa e, perchè non? anche un minomo di profitto, di cui vive l’editore. Oggi con il sistema digitale le spese di stampa sono diminuite, con la conseguenza di una miriade di pseudoscrittori imbrattacarte che pretenderebbero di pubblicare gratis per soddisfare solo il loro narcicismo e regalare le copie delle loro escrescenze alle loro conoscenze per apparire scrittori. Questo loro narcisismo è bene che se lo paghino. E fanno bene anche i piccoli editori a pagamento a sfruttare l’esibizionismo di questa gente, per colpa della quale i grandi editori non a pagamento non leggono più manoscritti di gente sconosciuta, preferendo pubblicare robaccia commerciabile di individui, per esempio, del mondo dello spettacolo, che farebbero bene ad astenersi dallo scrivere. E mondadori di robaccia ne pubblica veramente tanta. Poi dei circa 2500 titoli del 2011 ha fatto pubblicità solo a pochi. Oggi vi sono più scrittori che lettori. E’ bene che gli aspiranti scrittori privi di qualità paghino la loro aspirazione ad essere dei falliti, dovendo ridursi a regalare le loro copie alle loro conoscenze, mentre l’invenduto finisce al macero. Ma vi è un altro aspetto. Vi può essere uno scrittore emergente di qualità che, essendo ancora sconosciuto, abbia bisogno di un editore a pagamento. Moravia dovette rivolgersi ad un editore a pagamento per pubblicare a 20 anni "Gli idifferenti". E se non ricordo male anche Montale dovette rivolgersi ad un editore a pagamento per pubbicare "Ossi di seppia". Non vi è dunque da meravigliarsi che piccol editori si facciano furbi e sfruttino la voglia d esibizionismo di chi merita di vedere ciò che scrivono finire nella spazzatura. Mi è stato regalato un libro di Margaret Mazzantini ("Venutoal mondo"). Delle 529 pagine ho letto poche pagine tanto per vedere come scrivesse e di che cosa scrivesse. Vi è da domandarsi come possa avere successo una donna simile, che scrive solo racconti noiosi privi di pensiero e ricchi di descrizionidi luoghi e di stati d’animo che sanno di masturbazioni mentali. Vi è anche da considerare che un autore sconosciuto che abbia pubblicato a pagamento può essere dopo scoperto da un grande editore. Bisogna dunque distinguere tra editori a pagamento seri e non seri. Anche quelli non seri sono da giustificare perché sarebbero fessi a non approfittare degli imbrattacarte chevogliono apparire scrittori.

  3. 20 Dicembre 2011 a 16:08 | #3

    Rispondo a tutti, ci mancherebbe altro! Amo il dialogo e il confronto, quello costruttivo, come nel nostro caso.
    Visiterò il blog lasciando un commento.
    Grazie e a presto.

  4. Frank Spada
    20 Dicembre 2011 a 15:58 | #4

    Gentile Mirella Puccio, il libro della signora Ognibene l’ho letto nel 2007 (è ancora attuale e confidenzialmente lo riconosco non noioso).
    La ringrazio per aver dato seguito al mio commento. Tanto che vorrei ricambiare i suoi auguri inviandole una mail e un pensiero d’amicizia, ma non so come contattarla (non sono iscritto a FB, anche se
    http://it-it.facebook.com/pages/Frank-Spada-fan-page/257176230970982
    forse ne verremo a capo).
    Se può contattarmi direttamente lei
    http://blog.robinedizioni.it/frank-spada
    lasciando un commento breve quanto un ciao, ne sarò lieto e rileverò la sua mail.
    Buon Natale.

  5. 20 Dicembre 2011 a 13:00 | #5

    Buongiorno Frank, ne sono felice, certo, può darsi che dipenda dalla qualità dei contenuti, quindi non posso che complimentarmi con te. Ho letto fra gli altri anche il tuo commento nel blog della Lipperini, http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/12/19/ah-le-mie-liste-capitolo-secondo/ Ritengo che postare informazioni ed esperienze riguardo l’editoria sia positivo e ci avvantaggi reciprocamente. Tieni presente che questo post riporta testualmente un paragrafo del libro di Silvia Ognibene. Un cordiale saluto e auguri!

  6. 20 Dicembre 2011 a 9:04 | #6

    Guarda caso ho pubblicato con Robin Edizioni tre romanzi in meno di due anni e senza sborsare un euro. Che sia dovuto al personaggio? Dicono che Marlowe non passi mai di moda: vero!
    Cordialità.

  7. 19 Dicembre 2011 a 16:39 | #7

    Ciao Artemisia e grazie per la tua testimonianza. Ti segalo una lista di editori a pagamento che indubbiamente potrà esserci d’aiuto… se li conosci li eviti! http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/liste-editori-a-pagamento-e-doppio-binario/ Redatta da http://www.writersdream.org/ è stata trasferita sul blog della giornalista e scrittice Loredana Lipperini e qui trovi anche i commenti: http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/12/19/ah-le-mie-liste-capitolo-secondo/

  8. Artemisia
    16 Novembre 2011 a 16:11 | #8

    Ce ne sono di editori imbroglioni, oggi trovano terreno fertile perché troppa gente vuole pubblicare un libro, a qualsiasi costo.
    Grande soddisfazione espressa da alcuni amici che hanno pubblicato “con il mio libro”, grazie ai social network fanno promozione su pagine e gruppi, ogni fine mese incassano le percentuali di vendita, non meno di 200 euro. Ma quando lo vedi un solo euro con questi editori truffaldini? L’autopubblicazione se impelmentata in modo serio può dare parecchie soddisfazioni, io intendo provarci. Riguardo gli ebook, possono seguire al testo cartaceo e anche questa è una strada interessante, eppoi m’intriga troppo il caso di john Locke:-))) Il libro della Ognibene me lo vado a comprare subito, grazieeeeee!

  1. Nessun trackback ancora...
Codice di sicurezza: