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Archivio Dicembre 2011

Buon 2012 a scrittori e lettori!

31 Dicembre 2011 Commenti chiusi

 

A tutti i titolari di sogni di carta,
fieri proprietari di versi e parole,
auguro: un anno colmo d’ispirazione e successi,
libri pubblicati senza contributi,
diritti d’autore a due cifre,
promozione e distribuzione capillare in tutta Italia,.
Buon 2012!

© 2011 Mirella Puccio –Tutti i diritti riservati

 http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=670637

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Categorie:Argomenti vari, Cultura

Hotel senza personale: evoluzione o involuzione?

29 Dicembre 2011 3 commenti

 

Nel maggio 2011 a Parigi è stato inaugurato il primo hotel totalmente automatizzato, senza personale di servizio. Il suo nome è “Hi Matic“, si trova nei pressi di Piazza della Bastiglia e dispone di 42 camere arredate con un design moderno e innovativo.
Al momento della prenotazione (che avviene tramite internet, manco a dirlo), il cliente riceve un codice d’accesso per usufruire dei servizi, ripeto completamente automatizzati; il check-in avviene attraverso un touch screen…
I colori ricordano la pop-art e gli spazi interni sono ottimizzati al massimo, basta guardare le foto delle diverse tipologie di camere.
Le tariffe non mi sembrano poi così economiche come recita il sito istituzionale, giacché vanno dai 100 ai 160 euro, breakfast, tasse e connessione inclusi.

Quando ho letto la notizia, mi sono detta: “Certo che quest’hotel è davvero innovativo!” e poi mi son chiesta: “Il costo mensile per mantenere una struttura human-free sarà più alto o più basso di una decina di stipendi? E l’impatto con la clientela? E le reviews su TripAdvisor? E perchè il proprietario ha investito in hardware piuttosto che nelle persone?”
Tutti interrogativi senza risposta, almeno finché non ho deciso di verificare le recensioni su TripAdvisor
Ho scoperto che il PERSONALE in carne e ossa esiste, magari sarà ridotto al minimo, ma c’è… i giudizi in linea di massima sono positivi. Camere piccole e letti scomodi, WC  in camera, sono fra i reclami ricorrenti, per il resto la valutazione indica ‘molto buono’ nella maggioranza dei casi.

Per gli amanti del genere, anche a Oslo è presente un altro hotel “human free”: è il Comfort Xpress Hotel, del gruppo Nordic Choice Hotel (33 hotel nei Paesi Scandinavi). Per effettuare  prenotazioni online e da mobile, operativa  la piattaforma francese Ariane Systems, integrata con quella dell’hotel. Il cliente dopo la prenotazione riceve un link via email o sms, che utilizzerà per comunicare ora del check-in, preferenze di camera,  eventuali servizi extra. Quando arriva in hotel, se possiede uno smartphone riceverà  la “mobile key” creata da OpenWays, che funziona grazie a un sistema di RFID, Radio Frequency IDentification  e comprende tutte le informazioni sui servizi richiesti dal cliente. Se il cliente non avesse uno smartphone, potrà ritirare all’arrivo una carta magnetica che permette di usufruire degli stessi servizi.   Il check-out è ovviamente automatizzato ed è possibile a qualsiasi ora utilizzando i mezzi suindicati. Le recensioni su TripAdvisor riportano giudizi da ‘eccellente’ a ‘molto buono’ e il personale, anche se ridotto al minimo, è presente.  

Ariane Systems sta fornendo la sua tecnologia anche ad altri importanti gruppi alberghieri, tra i quali Hilton, IHG e Rezidor.

© 2011-2012 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati

Un Natale nel segno della parola

24 Dicembre 2011 2 commenti

 

“Sono un’arma quando nasco dalla strada, quando sono parola di emergenza, parola nuova che sgorga immediata dai comportamenti, sono un’arma quando entro nel dettaglio affilata come una lama (Dio abita nei dettagli, si diceva un tempo), sono un’arma quando sono etica e mi attengo al veritiero, sono un’arma quando piego quel che accade mentre accade, parlata da un poeta oppure, perché no, da un generale… E soprattutto sono un’arma quando chi mi parla si rivolge agli altri come a se stesso, in trasparente intimità[1]”…

Buon Natale a tutti i lettori del blog e del mio nuovo libro!

Mirella Puccio

 
 
 

[1] Tratto da “Nel segno della parola”, di Daniele Del Giudice

 

Categorie:Argomenti vari, Cultura

Il creatore di libri, ovvero l’editore automatico, evoluzione del copia/incolla

20 Dicembre 2011 1 commento

 

Uso e abuso dell’editore automatico, l’automatismo che con un clic stampa libri dalle pagine di Wikipedia

Dal 2009 esiste la possibilità di creare un libro attraverso una raccolta di voci presenti su Wikipedia. L’iniziativa, utile per una ricerca scolastica da montare e stampare oppure per raccogliere informazioni riguardanti gli argomenti più disparati, s’intende per esclusivo uso personale e non commerciale. La funzione è attivabile in ogni pagina della popolare enciclopedia online.

Vi spiego come si procede: nella barra sinistra di ogni pagina cercate la sezione “Stampa/esporta”, cliccate e selezionate “Crea un libro” e sulla pagina che si apre in seguito, cliccate su “Avvia il creatore di libri”. In questo modo, sopra ogni pagina vedrete comparire un link “Aggiungi questa pagina al tuo libro”, finché il “Creatore di libri” non viene disattivato (selezionare la voce “disattiva”).

Ho provato a eseguire una ricerca, assemblando diverse pagine e funziona perfettamente, a fine lavoro si può stampare o richiedere (a pagamento) la stampa a Wikipedia, nonché condividere il proprio lavoro con la comunità.

Il libro salvato viene riconosciuto come tale se è inserito nella categoria “Wikipedia: Libri”.                                                         

Fin qui tutto bene, se non fosse che  ho scoperto casualmente, grazie a un post davvero ben scritto, L’editore automatico, che con tale procedura il libro è stato creato sul serio e posto in vendita su Amazon. Non uno, al 20/12/2011 ben 15.115 i titoli in italiano presenti in vetrina, roba da non credere! Ci avviamo verso lo spam editoriale come afferma l’autore del post indicato?

I libri hanno in comune la copertina con un fiore o un paesaggio e titoli spesso improbabili, mentre il nome dell’autore è “Fonte Wikipedia”. A tutt’oggi solo i libri proposti fino alla 4^ pagina della vetrina Amazon risultano ancora in commercio (i primi 39 per l’esattezza), al prezzo di circa dieci euro ciascuno. Vi pare possibile una cosa del genere? È legale? Possibile che non esista alcun organo competente incaricato di verificare la pubblicazione di ogni libro che si pubblica in Italia?

Beh, in ogni caso bisogna essere davvero distratti per acquistarne uno!

© 2011 Mirella Puccio –Tutti i diritti riservati

Categorie:Argomenti vari, Cultura

SCRITTORI contro EDITORI

3 Dicembre 2011 2 commenti

Scrivere è un lavoro impegnativo.

Dispendioso.

Ore e ore d’isolamento, per creare, correggere, tagliare, aggiungere, leggere, rileggere e stampare.

Mesi, anni in certi casi, prima di pubblicare.

Un giorno ti stanchi di bussare alle porte di editori, che pretendono anche sei mesi di tempo prima di darti una risposta, sempre che te la diano, spesso la stessa: il tuo testo non va bene, non è conforme alla loro linea editoriale, ecc.

Un po’ per pigrizia, un po’ per mancanza di tempo, o semplicemente perché ti sei stufato, il tuo manoscritto finisce nel cassetto, sepolto nel tuo PC fra innumerevoli cartelle. Passano altri mesi, forse anni, il tuo libro passa in secondo piano. Ogni tanto lo riprendi, provi a contattare qualcuno di questi nuovi editori che spuntano come la malerba, ma strada facendo t’imbatti nella nuova editoria, quella dei furbi e degli imbroglioni, sviluppatasi grazie a  molti aspiranti e improvvisati scrittori smaniosi di pubblicazione.

Oggi è tutto un proliferare di “editori a pagamento” che definire avvoltoi è quasi un complimento, chiedono quattrini per editing, grafica, promozione, cifre “una tantum”, rimborsi spese, fantomatici pagamenti SIAE, acquisti di 50, 100 e anche più copie… ne ho scovati in quantità evitandoli come la peste. Molti di loro frequentano gruppi su business network di provata serietà come Linkedin, spacciandosi per veri editori, che offrono proposte editoriali, valutazione gratuita manoscritti, con siti web talmente brutti che ti chiedi come facciano ad abbindolare tanta gente.

Così, riflettendoci su, se hai scritto un libro e non ti serve per camparci (c’è ancora qualcuno che vive di royalties?), ma neanche vuoi rimetterci, perché non provare ad auto-pubblicarlo? Se non hai il delirio d’onnipotenza a comparire nelle vetrine delle librerie e ti basta sapere che il tuo testo ha preso la forma di un libro, è una strada percorribile. Non è poi così male essere editori di se stessi, vedere il proprio libro online, in una bella vetrina virtuale. Consiglio a tutti la lettura del blog di Ettore BianciardiRiaprire il fuoco”, davvero istruttivo per chi scrive e non intende farsi raggirare.

Puoi sempre sperare che il tuo libro un giorno sia comunque pubblicato da un editore vero che creda in te e non cerchi di fregarti. Nel frattempo, il tuo nome comincia a girare, fai promozione a costo zero grazie ai social network, i tuoi amici condividono il link, qualcuno comincia pure a comprarlo e chissà…

Il 1° dicembre 2011Tesoromio Dos Santos, il gatto venuto dal Brasile” ha finalmente visto la luce. Attualmente si trova nella vetrina online de “ilmiolibro.it”, non escludo altre vetrine virtuali e una versione eBook, affinché sia compatibile anche con i nuovi dispositivi di lettura. Chi volesse acquistarlo può cliccare qui. Ulteriori info sul post: “Il nostro libro” pubblicato sull’altro mio blog dedicato agli animali, http://tesoromio.blog.tiscali.it/

Per portare avanti quest’avventura ho trascurato molte cose, perché la scrittura ti ruba tempo e se te ne occupi seriamente, monopolizza la tua attenzione. Ho un altro romanzo da completare, ma non adesso, al massimo scriverò qualche favola  o un racconto, giusto per tenermi allenata, e soprattutto aggiornerò più assiduamente i miei blog.   

 Ringrazio tutti coloro che acquisteranno il libro e mi aiuteranno a proseguire il cammino intrapreso. Sì, perché da grande, voglio fare la scrittrice!

© 2011 Mirella Puccio  – Tutti i diritti riservati