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Archivio Ottobre 2012

Ladri di parole

29 Ottobre 2012 4 commenti

 

Perché spacciare per propri i versi o gli scritti di qualcun altro?

È un comportamento diffuso in Rete, riscontrabile nelle pagine Facebook e nei vari social network, in blog e siti web. Io lo trovo  esecrabile e doppiamente immorale, sia nei confronti dell’autore, sia in quelli dei lettori.  A prescindere dalla violazione del copyright, s’imbrogliano amici e contatti, vantando una cultura o una sensibilità che appartiene ad altri.

Altri che hanno studiato, impiegando tempo e risorse per creare un articolo, una poesia, un romanzo, mentre il deficiente di turno, esperto nel copia/incolla, passa il suo tempo in modo più allegro e nei ritagli di tempo si appropria indebitamente di versi e scritti creati da altri.

Ladri di parole

I ladri di parole ostentano cultura e sensibilità, ma in realtà non ne sono dotati.

I ladri di parole li riconosci leggendo ciò che scrivono, quando non copiano. Di solito ignorano grammatica e sintassi.

L’unica abilità dei ladri di parole è quella di escludere intenzionalmente il nome degli autori saccheggiati. Spesso possiedono un titolo di studio medio-basso e dichiarano diplomi o lauree inesistenti.

I ladri di parole si dilettano a ricopiare anche articoli e post, cambiando (talvolta) qualche frase o il titolo. Non sarebbe più onesto menzionare il nome dell’autore o il link da cui sono tratti? Che cosa spinge questa gente a impossessarsi di parole già scritte? Mancanza di fantasia, di creatività, d’istruzione? Chi ruba le parole già scritte, pubblicandole come proprie, corre il rischio d’incappare in persone come me che  non esitano a precisare pubblicamente il nome dell’autore, regalando all’interessato una pessima figura.  

Ieri su Facebook mi sono imbattuta casualmente in alcuni versi ostentati da un ladro di parole che li faceva passare come propri, con malcelato compiacimento. Ho replicato citando il nome del poeta, Norman MacCaig, e la versione inglese dei versi, quella originale. Oggi del post nessuna traccia, l’impostore ha cancellato tutto, com’era prevedibile. Avevo salvato la schermata per il pubblico ludibrio, eccola:

Screenshot

-Screenshot da Facebook-

Ho dato un’occhiata alla pagina di questo tizio e andando a ritroso fra i suoi post, ho trovato un intero passo di un libro  (è lunghissimo e per motivi di spazio ho dovuto dimezzarlo), scritto da Massimo Bisotti,  “La luna blu” Anche in questo caso se n’è attribuito la paternità, guardate un po’ come sfoggia le parole altrui, ringrazia chi clicca “mi piace” (!) e non gli passa per la testa di comunicare che l’autore è Bisotti: 

-Screenshot da Facebook-

Di tanto in tanto qualche mente eccelsa viene a farmi visita e preleva come se fosse al supermarket alcuni dei miei post rielaborandoli parzialmente, cambiando il titolo e poco altro. Perché chi non è in grado di scrivere deve fingere di saperlo fare, scopiazzando da altri?

Citare la fonte è un dovere, in tutti i casi. Ci vuole un istante. Io lo faccio sempre e sono orgogliosa di riportare frasi, affermazioni e versi che abbiano attinenza all’argomento trattato o rispecchino i miei pensieri.

Ma quanto è stupido colui che copia per riempire la sua bacheca o il suo blog!

© 2012 Mirella Puccio – Tutti i diritti riservati

 ~Quando avrete ben chiaro in mente quel che volete dire, le parole verranno spontanee~
Orazio, Ars poetica

 

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