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Archivio Marzo 2015

Sulla felicità

30 Marzo 2015 6 commenti

In tanti hanno provato a definirla… poeti, scrittori, filosofi.

Etimologicamente parlando, l’aggettivo “felice” deriva dal latino felix -icis, dalla stessa radice di fecundus, che significa “fertile”.

La felicità può essere intesa come appagamento e soddisfazione personale basata su beni materiali, il raggiungimenti di determinati obiettivi, o è semplicemente una componente emozionale che implica buonumore e ottimismo?

Oggi siamo in troppi a essere infelici, per i più svariati motivi. Un lutto, una malattia, una separazione, la perdita del lavoro, o, semplicemente, è uno stato d’animo, una sorta di malinconia perenne che ci portiamo appresso fin dal mattino, appena svegli, e non ci lascia più. Pensieri, ricordi, avversità quotidiane, qualche rimpianto e il gioco è fatto.

Vorremmo essere altrove, ci piacerebbe cambiare la nostra vita, ma siamo circondati da muri invalicabili, percorriamo strade impervie e inciampiamo nelle difficoltà della vita.

Immaginiamo un’esistenza diversa e i più fortunati la notte si rifugiano nei sogni… perché gli infelici sognano poco e nulla. Gli altri piangono o hanno dimenticato a sorridere e gioire per le piccole cose.

John_Lennon

Mi viene in mente Baudelaire e lo spleen decadente delle sue raccolte di versi, la sua estraneità al mondo che lo circondava, il malessere che permeava la sua vita, l’incapacità di adattarsi e sopravvivere alle sue stesse angosce.

Ho estrapolato alcuni paragrafi da tre libri i cui autori, un antico filosofo, un poeta e uno scrittore contemporaneo, dipingono la felicità secondo il loro sentire.

Tutti vogliono vivere felici, ma quando si tratta di veder chiaro cos’è che rende felice la vita, sono avvolti dall’oscurità. Ed è così difficile raggiungere una vita felice che più la si ricerca con affanno più ci se ne allontana, se si è fuori strada. Quando questa poi ci porta in direzione opposta, proprio la velocità diventa causa di maggiore distanza. Prima bisogna stabilire dove vogliamo andare, poi considerare per quale via possiamo farlo nel modo più rapido. Capiremo durante il viaggio, se sarà quello giusto, quanto ogni giorno si procede e quanto siamo più vicini a dove il desiderio naturale ci spinge.
Seneca~ De vita beata

Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà. Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno. La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia!
Kahlil Gibran

Shawna Erback painting

Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te li togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri
da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.
Alessandro Baricco ~Castelli di Rabbia

Baricco

E voi? Come definireste la felicità?

©2015 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

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