Sulla felicità

30 Marzo 2015 6 commenti

In tanti hanno provato a definirla… poeti, scrittori, filosofi.

Etimologicamente parlando, l’aggettivo “felice” deriva dal latino felix -icis, dalla stessa radice di fecundus, che significa “fertile”.

La felicità può essere intesa come appagamento e soddisfazione personale basata su beni materiali, il raggiungimenti di determinati obiettivi, o è semplicemente una componente emozionale che implica buonumore e ottimismo?

Oggi siamo in troppi a essere infelici, per i più svariati motivi. Un lutto, una malattia, una separazione, la perdita del lavoro, o, semplicemente, è uno stato d’animo, una sorta di malinconia perenne che ci portiamo appresso fin dal mattino, appena svegli, e non ci lascia più. Pensieri, ricordi, avversità quotidiane, qualche rimpianto e il gioco è fatto.

Vorremmo essere altrove, ci piacerebbe cambiare la nostra vita, ma siamo circondati da muri invalicabili, percorriamo strade impervie e inciampiamo nelle difficoltà della vita.

Immaginiamo un’esistenza diversa e i più fortunati la notte si rifugiano nei sogni… perché gli infelici sognano poco e nulla. Gli altri piangono o hanno dimenticato a sorridere e gioire per le piccole cose.

John_Lennon

Mi viene in mente Baudelaire e lo spleen decadente delle sue raccolte di versi, la sua estraneità al mondo che lo circondava, il malessere che permeava la sua vita, l’incapacità di adattarsi e sopravvivere alle sue stesse angosce.

Ho estrapolato alcuni paragrafi da tre libri i cui autori, un antico filosofo, un poeta e uno scrittore contemporaneo, dipingono la felicità secondo il loro sentire.

Tutti vogliono vivere felici, ma quando si tratta di veder chiaro cos’è che rende felice la vita, sono avvolti dall’oscurità. Ed è così difficile raggiungere una vita felice che più la si ricerca con affanno più ci se ne allontana, se si è fuori strada. Quando questa poi ci porta in direzione opposta, proprio la velocità diventa causa di maggiore distanza. Prima bisogna stabilire dove vogliamo andare, poi considerare per quale via possiamo farlo nel modo più rapido. Capiremo durante il viaggio, se sarà quello giusto, quanto ogni giorno si procede e quanto siamo più vicini a dove il desiderio naturale ci spinge.
Seneca~ De vita beata

Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà. Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno. La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia!
Kahlil Gibran

Shawna Erback painting

Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te li togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri
da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.
Alessandro Baricco ~Castelli di Rabbia

Baricco

E voi? Come definireste la felicità?

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Categorie:Libri, Società

La #buonascuola del PD

21 Febbraio 2015 Commenti chiusi

Nei giorni scorsi, uno strafalcione in bella mostra su un manifesto in cui si annuncia l’incontro del premier Matteo Renzi con il mondo della scuola, ci ha lasciato interdetti.

Ecco il capolavoro, opera del PD:

Orrore grammaticale

Trovo vergognoso commettere un errore proprio nel manifesto celebrativo riguardante la riforma della scuola. “Un anno è scritto con l’apostrofo (“un’anno”), come se fosse un sostantivo di genere femminile e non maschile. Una regola fondamentale che viene insegnata già alle elementari. Anche il correttore ortografico di Word ha fatto un balzo sul monitor riconoscendo l’errore! :-)

Il manifesto con l’orrore grammaticale è diffuso in Rete il 16 febbraio tramite l’account twitter del Pd scuola @scuolapd e viene notato da diverse persone.

Il giornalista Danilo Chirico commenta e pubblica uno screenshot prima che sia rimosso e ripubblicato dai diretti (ir)responsabili nella versione corretta. Alcuni commenti sono spassosi…

tweet-chirico
La Rete non perdona e  il manifesto originale con l’errore/orrore continua a girare online fra l’ilarità e lo sconforto degli utenti.

Possibile che nessuno abbia verificato l’ortografia prima di andare in stampa? E ammettiamo pure che lo sbaglio sia avvenuto in sede di stampa, come mai non è stato eseguito il classico controllo prima della diffusione?

Paradossalmente l’argomento è la scuola… emblematico il titolo “La scuola che cambia, cambia l’Italia“… il manifesto è stato condiviso, diffuso e tweettato, l’orrore grammaticale sbandierato ovunque in Rete!

In fondo al manifesto una scritta con cui gli autori si danno la zappa sui piedi: “In collaborazione con il dipartimento istruzione del partito democratico“.

Immancabile una dicitura in inglese “Save the date” in puro stile renziano.

Propongo la mia candidatura come correttore di bozze al dipartimento istruzione del partito democratico, assicuro ottima conoscenza della lingua italiana, professionalità e prezzi modici, pur di non vedere simili oscenità. Nel frattempo mi permetto di suggerire a lor signori di rileggere un mio vecchio post ancora tristemente attuale, disponibile a questo link e dotarsi di un libro di grammatica.

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Categorie:Istruzione, Politica

Il vizio di leggere

10 Febbraio 2015 2 commenti

Quel giorno ero salita sul 110 perché mi sentivo troppo stanca e il percorso da compiere mi sembrava lungo.

A bordo notai subito una signora con una grande busta di plastica poggiata lateralmente al sedile.

Istintivamente gettai un’occhiata all’interno e rimasi assai stupita nel vedere una ventina di libri di svariate dimensioni, alcuni dalla copertina sciupata.  Osservai ancora la signora, una donna di mezza età, dall’aspetto dimesso, vestita di nero, con i lunghi capelli tirati indietro in una coda di cavallo. A ogni frenata del bus stringeva in modo protettivo i manici della sporta, ma a un certo punto ondeggiò paurosamente rovesciandosi su un lato. Caddero alcuni libri… Le ultime lettere di Jacopo Ortis, Anna Karenina, La coscienza di Zeno, Se questo è un uomo, Orgoglio e pregiudizio, Il fu Mattia Pascal…

libri

Mi chinai per aiutarla a raccoglierli e lei mi ringraziò. Strinse a sé la sacca e guardandomi negli occhi mi disse con un gran sorriso:

-Sa, ogni mese vado a fare rifornimento, oggi ne ho preso qualcuno in più…

-A lei piace leggere i buoni libri, complimenti!

-Beh, diciamo che ci provo, mica li capisco tutti! Alcuni li rileggo due, tre volte, ho la licenza elementare! Riuscii a frequentare la prima media e poi basta… leggere mi è sempre piaciuto, ho scovato per caso un paio di librerie dell’usato e compro di tutto… non ho nessun vizio, tranne quello di leggere… se tornassi indietro cercherei di studiare a ogni costo!

-Il vizio di leggere in realtà è una bella abitudine. Quanti libri riesce a leggere al mese?

-Una decina all’incirca. Oggi il libraio è stato generoso, con 10 euro me ne ha dati quindici, una vera pacchia! Ormai sono una cliente fissa e mi tratta bene.

-Quindi spende 10 euro al mese?

-Sì, di più non posso, ho una pensione minima e le spese di casa cui pensare…

Dovevo scendere dall’autobus, stavo giungendo a destinazione.  Prendere il portafogli dalla borsa, estrarre 10 euro e porgerli alla signora fu un attimo.

-Se non si offende i libri del prossimo mese vorrei offrirglieli io… la prego…

-Ma… non posso accettare, no…

-Li prenda, per favore… io devo scendere, sono arrivata. Legga alla mia salute!

La donna arrossì, prese la banconota e i suoi occhi divennero lucidi.

-Grazie!

-Buona lettura e arrivederci!

Scesi dal bus e la guardai un’ultima volta. Lei era in piedi davanti al finestrino e agitava la mano per salutarmi. Il suo viso dalle guance arrossate mi rimase in mente per un po’ e ripensai spesso alla felicità che traspariva dalle sue parole quando parlava del vizio di leggere.

Il 23 aprile si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, un’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori in cui i protagonisti sono i libri e i lettori.

#ioleggoperché accende l’Italia intera con eventi nelle piazze, sui treni, nelle scuole, nelle università, nelle biblioteche di tutto il territorio nazionale, per promuovere i libri e incentivare la lettura, per conquistare e appassionare l’Italia che non legge.

Qui la pagina Facebook e questo l’account twitter @ioleggoperche

locandina-ioleggoperché

Io sarò parte attiva nel progetto come Messaggero, per condividere la mia passione per i libri con chi non legge. Mi verranno consegnati 24 libri che donerò ad altrettante persone al fine di coinvolgerle nella lettura. Ai Messaggeri sparsi in tutta Italia saranno “affidati” ben 240.000 libri per celebrare in  modo coinvolgente questa speciale giornata e attirare nuovi lettori. Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane sosterrà il progetto accogliendo a bordo di circa 500 treni regionali Trenitalia i Messaggeri  che affideranno ai non lettori o lettori deboli copie della speciale collana #ioleggoperché, invitandoli alla lettura.Le librerie e le biblioteche che hanno aderito, il 23 aprile resteranno aperte fino a mezzanotte per la Notte bianca delle librerie.

#ioleggoperché la lettura permette di ampliare i propri orizzonti, vivere tante vite, viaggiare con la mente, conoscere l’animo umano… e tanto altro. E voi perché leggete? Postate sui social la vostra risposta e cliccate qui per guardare il video promozionale con Linus, Lella Costa e altri personaggi che ci raccontano perché leggono.

Ci aggiorniamo presto con l’iniziativa #ioleggoperché e vi fornirò ulteriori dettagli, nel frattempo save the date: giovedì 23 aprile non prendete impegni!

©2015 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

Categorie:Libri, Primo piano, Società

Beauty blog e dintorni

24 Gennaio 2015 Commenti chiusi

Amare la scrittura può tradursi anche con la creazione di un blog, meglio se tematico.

Dopo quello dedicato agli animali, oltre a questo imperniato principalmente su lettura e scrittura, da fine settembre 2013 sono online con un beauty blog, The Beauty Inspiration.

La passione per la cosmesi coniugata a quella per la scrittura, alla fine ha generato l’ennesimo blog; francamente all’inizio non ero certa che l’avrei tenuto in vita, scrivere è sempre un’attività molto impegnativa, così nel frattempo ho dimenticato di auto-promuovermi su queste pagine.

header-beauty-blog

http://thebeautyinspiration.wordpress.com/

Scrivo in media un paio di articoli a settimana, non c’è una regola fissa, recensisco i prodotti che acquisto e utilizzo, quelli che m’ispirano, le beauty inspiration come mi piace definirli; pubblico news ed eventi del mondo cosmetico, accetto di rado collaborazioni per testare prodotti. Il mio è un blog più a carattere giornalistico, si discosta da quelli cantilenanti di bloggers e Youtubers che cercano solo di provare aggratis qualunque cosa! Gli articoli più letti sono sempre quelli dello storico marchio Clinique, ma tratto anche piccole case cosmetiche e non manco di evidenziare la produzione cosmetica di quelle made in Italy, anche low cost, purché di buona qualità e in linea con i miei gusti e le mie esigenze. I prodotti di trattamento preferiti li acquisto quasi sempre in farmacia, mentre per il make-up vado in profumeria; non apprezzo la cosmesi da supermarket, a parte qualche prodotto di detergenza eco-bio.
barbie-prima-e-dopo
The Beauty Inspiration si rivolge a una fascia medio-alta di mercato, la mia filosofia è diversa da quella imperante in cui si prova di tutto… non mi va di recensire il burro cacao, la saponetta o il bagnoschiuma da un euro. In Rete ognuno si ritaglia il suo spazio e il blog comunque rispecchia i gusti dell’autrice, qualcuno afferma che sia quasi un’estensione della sua personalità… può darsi!
Per iscriversi alla newsletter,  basterà cliccare sulla voce “Iscriviti al blog“, a destra nella home page e  inserire l’email. Poco più sotto è presente il pulsante per seguire il blog su Twitter.  Il mio motto? “Cura il tuo aspetto: chi ha detto che l’amore è cieco?”
siamo-tutte-barbie
Il blog è collegato a un account Twitter  utile per diffondere i link agli articoli pubblicati e condividere i tweet più interessanti dei follower. Chi lo desiderasse può seguirmi su @beautyinspirati. Condivido i miei pezzi in tanti gruppi dedicati al make-up e alla bellezza presenti su Google+ dove mi trovate col mio profilo personale Mirella Puccio. Su Pinterest c’è una board  (bacheca n.d.r.) dedicata al blog, con le immagini e i link agli articoli pubblicati. Non ho creato la pagina Facebook  in quanto non avrei tempo di gestirla, eppoi lì c’è un affollamento pauroso!

E le beauty blogger agguerritissime si contendono follower organizzando in continuazione giveaway e contest vari (premi a estrazione) pagando spesso i prodotti e le spese di spedizione di tasca propria… io non potrei proprio starci dietro!

Scrivo quando ho voglia e soprattutto tempo, disserto anche su accessori, borse e gioielli, perché ogni tanto è bello variare. Presto molta attenzione sia alla grafica, sia ai contenuti. Ortografia, lessico, segni d’interpunzione, non sono dettagli, purtroppo vengono spesso ignorati da bloggers che ostentano un’ignoranza spaventosa e oltre a scrivere male in italiano, maltrattano la lingua inglese e francese con nonchalance. Francamente trovo alcuni blog illeggibili, non solo sotto il profilo linguistico, ma anche per la scelta dei font e del layout, quelli che io definisco l’involucro del blog o il biglietto da visita, come la porta d’ingresso e le finestre di un’abitazione.

  • Tips: investite un centinaio di euro per una consulenza informatica, affidatevi a chi se ne intende di web design e rinnovate la grafica. Richiedete l’intervento di un web content (contattatemi per una consulenza) che possa aiutarvi a mettere a posto ciò che scrivete e acquistate un testo di grammatica italiana, il correttore di Word è limitato e non sempre attendibile. Consiglio la Grammatica della lingua italiana di Marcello Sensini, costa circa 13 euro in ediz. Mondadori, collana Oscar Guide. Tempo addietro ho scritto qualcosa sugli strafalcioni più comuni,  date un’occhiata a questo post, aiuta.

Non intendo enunciare i miei beauty blog italiani preferiti, rischierei di offendere qualche amica/collega se dimenticassi di menzionarla, dico solo una cosa: la semplicità paga e io indugio volentieri in quei blog dove non ci sono troppi colori,  link, musichette fastidiose di sottofondo, finestre pubblicitarie che si aprono in continuazione. Un blog con un testo chiaro, corretto e leggibile, con belle immagini,  è quel che si dice user-friendly e lo salvo fra i miei preferiti. Come questo:

http://www.musingsofamuse.com/

E che dire dei video, in cui per lunghi minuti/ore,  uno stuolo di bbbeauty bloggers dalle propria camerette, fra orsacchiotti e centrini in pizzo, oggetti che cadono a terra e rumori assortiti,  elenca i prodotti acquistati, quelli finiti, quelli non finiti perché scadenti, quelli regalati, quelli ricevuti in omaggio per essere testati, i campioncini scroccati in profumeria, ecc. ecc… mamma mia!  Ho notato una somiglianza impressionante fra queste Vloggers o Youtubers come volete chiamarle: se le osservate bene, sono accomunate da voce stridula, occhi sgranati, urletti e risatine. Non tutte possiedono una dizione perfetta, alcune hanno un’esposizione poco chiara, in altri termini non sanno esprimersi correttamente, per non parlare dell’inflessione dialettale amplificata dal mezzo. Agghiacciante. Video noiosi e ripetitivi, alcuni atrocemente lunghi (20 minuti di chiacchiere sui prodottini spalmati in faccia sono troppi), seguiti da uno stuolo di ragazzine che a loro volta si allenano per fare la stessa cosa: aprire un blog e un canale YouTube.

  • Tips: un corso di dizione e uno sfondo neutro, sono fondamentali prima di lanciarsi nelle riprese video. Se un post andrebbe riletto dieci volte prima di essere pubblicato, un video dovrebbe essere rivisto venti volte. Articolare anche la frase più semplice composta da soggetto+verbo+complemento (basta la licenza di 3^media) non è un’impresa titanica. Esercitatevi! Non dimenticate in fase di montaggio di tagliare il superfluo…

Poi ci sono le make-up artist… l’exploit di Clio ha suscitato una marea di imitazioni e si vedono in giro tutorial ignobili.  Meglio lasciarli fare agli addetti ai lavori o imparare da loro, diversamente sembrano delle comiche.  Perché non imitare la sobrietà di Lisa Eldridge, makeup artist per case cosmetiche, magazine e shooting fotografici?  Guardate il suo canale Youtube e il sito web, c’è tanto da imparare. Professionale e stilosa, si segue con piacere.
prima-e-dopo

Infine ci sono quelle che spignattano e cucinano i cosmetici a casa: spiegano gli ingredienti, li pesano, li mischiano e scrivono pure qualche libro. Capisco la crisi, ma se non ho soldi non compro cosmetici, non potrei MAI sostituirmi a un chimico, un dermatologo o un esperto, certe sostanze contengono allergeni e sono pericolose, poi c’è un problema legato alla loro durata. Il makeup non è un succo di frutta e neanche una minestra, non si mette in pentola o in frigo. Scherziamo?…

Conclusioni: nessuno è perfetto, ma abbiamo il dovere di migliorarci e quindi uno stile di scrittura accattivante oltre che ortograficamente corretto è fondamentale per un blogger.  Le “è” confuse con le “e” e le “ha” con le “a” non si possono guardare! E chi ha qualche problema con le lingue straniere, cerchi di scrivere in italiano, leggere “chanel” al posto di “channel” non si può vedere. Peraltro online sono disponibili gratuitamente dizionari per qualunque lingua straniera. Che ci vuole a verificare l’ortografia?

Un post mitico sulle sedicenti beauty bloggers  che ogni qualvolta rileggo mi fa morir dal ridere, è disponibile cliccando QUI, vi prego, leggetelo e non dimenticate i commenti. Care amiche blogger, DOPO la vostra vita non sarà più la stessa!

©2015 Mirella Puccio Tutti i diritti riservati 
http://thebeautyinspiration.wordpress.com/

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Profumo di more

13 Gennaio 2015 2 commenti

Raccontò che c’erano due strade, per tornare a casa, ma solo in una si sentiva il profumo di more, sempre, anche d’inverno. Disse che era la più lunga. E che suo padre prendeva sempre quella, anche quando era stanco, anche quand’era vinto. Spiegò che nessuno deve credere di essere solo, perché in ciascuno vive il sangue di coloro che l’hanno generato, ed è una cosa che va indietro fino alla notte dei tempi. Così siamo solo la curva di un fiume, che viene da lontano e non si fermerà dopo di noi~Alessandro Baricco, dal romanzo “Questa storia

Mi sembra di vedere due strade che si biforcano, mi pare di sentire il profumo di more e riesco a immaginare un fiume… perché è questa la magia di uno scrittore, regalare suggestioni, evocare ricordi, odori. Baricco ci riesce sempre, per quanto mi riguarda.

Leggere i suoi libri è sempre una grande emozione.

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Categorie:Libri, Società

Gli eroi usano la matita, i vigliacchi le armi

10 Gennaio 2015 Commenti chiusi

Non accetterò mai che delle vignette seppur dissacranti o blasfeme possano giustificare efferati omicidi.

Ceci n'est pas une religion

Una vendetta ben organizzata, in nome di Allah, con delle dimenticanze forse volute per depistare le indagini, l’inizio di una strategia del terrore, che ha ucciso a Parigi oltre i noti vignettisti Charb, Cabu, Tignous e Wolinski, altre vittime innocenti.

charlie-hebdo-redaction

Qualcuno afferma che si tratti dell’inizio di una guerra che abbraccerà via via altri Paesi europei. Ci auguriamo di no, pur essendo consapevoli che questi individui non hanno paura di morire durante le loro azioni terroristiche e sono pronti a tutti. Fallaci docet.

Vere e proprie bombe a orologeria, che vengono attivate tramite una fitta rete di contatti anche tramite i social.

La satira continua a far paura, sotto i nostri occhi le conseguenze del fanatismo religioso, del terrorismo e della cosiddetta “invasione pacifica” che non tollera vignette insidiose. Blasfeme per alcuni, ma che non uccidono nessuno.

La guerra delle matite contro i kalashnikov.

Immagine di Lucille Clerc

Questa vignetta vista oggi appare profetica.

charlie-hebdo

Molti gli interrogativi in queste ultime ore… possibile che tre uomini e una donna abbiano tenuto in scacco la Francia per due giorni?

Io sono per la libertà di stampa e tale libertà deve essere rispettata e garantita. Pluralità d’idee.

Per questo pubblico una selezione di vignette.

charlie-hebdo_maomettocharlie_hebdo_maometto

charlie-hebdo-copertinacharlie-hebdo-mahomet

 Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.

(Charb~2012)

La pagina Facebook Soutien à Charlie Hebdo ha superato in pochi giorni 600.000 ”Mi piace”.

La sintesi dei fatti nell’articolo di “Panorama” a questo link.

L’articolo de “L’Espresso“, compie una prima analisi, leggetelo cliccando qui.

Una selezione di articoli pubblicati dalla stampa estera disponibili ai link che seguono:

copertine

Sono certa che continueremo a vedere vignette al vetriolo!

wearefrench

jesuischarlie

jesuischarlie

Installazione dell'artista indiano Sudarsan Pattnaik che rende omaggio alle vittime dell'attentato

©2015 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

#BuoniPropositi2015

1 Gennaio 2015 6 commenti

Uno degli hashtag di punta su Twitter in questi giorni è #BuoniPropositi2015.

Dando un’occhiata al social, la gente si ripropone di tutto, in particolare: iniziare diete, innamorarsi, riuscire negli studi, superare vari esami, viaggiare, apprezzare le piccole cose della vita, essere felici, sorridere e far sorridere, circondarsi di persone positive.

Inizio subito enunciando i miei buoni propositi del 2015 suddivisi in 10 punti (in ordine  casuale) invitandovi a fare altrettanto:

  1. Ridere di più: l’effetto di una risata è devastante sui propri nemici!
  2. Correre di meno: a meno che non debba prendere un treno o un aereo, non mi conviene vivere col batticuore tutto il giorno temendo di non farcela, rischio l’infarto, qualche caduta, stress e nervosismo per voler fare tante cose insieme.
  3. Guadagnare di più: sono stanca di essere povera!
  4. Continuare a perseguire il mio obiettivo riguardante un trasferimento… il sud va bene solo per le vacanze, non per viverci.
  5. Evitare i depressi, i malinconici, gli individui amorfi… alla lunga sono contagiosi.
  6. Imparare a dire di NO.
  7. Leggere qualche libro in più.
  8. Restare online qualche ora in meno.
  9. Trovare fidanzato o marito.
  10. Ritrovare la fiducia nel prossimo.
M’impegnerò al massimo nel perseguire i miei #BuoniPropositi2015 e non intendo impiegarci un anno! Provate anche a voi a scrivere i vostri e condividerli, magari è di buon auspicio.
Auguro un felice 2015 a tutti i lettori del blog, che sia lieve come una strada ricoperta da petali di rose.
Raccolta dei petali di rosa a Lahore (Pakistan)
©2015 Mirella Puccio ~ Tutti i diritti riservati

 

Categorie:Società, Twitter

Foodporn, l’ossessione di fotografare ciò che stiamo per mangiare

27 Dicembre 2014 Commenti chiusi

Penso a quanta gente anche il giorno di Natale abbia mangiato quasi freddo per la smania di fotografare i piatti da portare a tavola… ogni anno che passa la tecnologia avanza e l’intelligenza di alcuni retrocede, i social network pullulano di piatti immortalati, alcuni belli, altri da incubo. Trattasi di semplice mania, moda o disturbo ossessivo-compulsivo?…

piatti_fotografati

Il rischio è rinunciare a godersi il piatto, alla ricerca della luce o dell’angolazione giusta. Alcuni secondi, partono gli scatti con il tablet o lo smartphone e la condivisione sui social dell’immagine di ciò che si trova a tavola, è fatta. I fotomaniaci del food sono così appagati che non si accorgono di mangiar freddo, forse non sentono più neanche il sapore del cibo, l’appagamento diventa estetico, il gusto passa in secondo piano. Negli Stati Uniti questa mania è stata definita “foodporn”, pornografia del cibo, definizione che mi trova totalmente d’accordo.

C’è chi non smette neanche al ristorante… beh sappiate che il foodstagramming (food = cibo + Instagram), instagrammare compulsivamente il cibo, può essere il sintomo di una vera malattia. In alcuni locali è vietato, in altri è incoraggiato -è tutta pubblicità- affermano i gestori.

A un blogger che chiedeva perché non avesse il diritto di fotografare il suo piatto, il cameriere di un ristorante rispose:

Perché è fatto per essere mangiato”.


Ho reperito un articolo in Rete, leggetelo anche voi cliccando qui , risale all’anno corso, ma è assai pertinente alla tematica. Leggete i commenti, alcuni sono mitici.

C’è un sito dedicato al fenomeno della gente che non smette di fotografare cibi presso ristoranti, locali pubblici e feste, visitatelo, troverete foto di ogni genere, con gente in posizioni improbabili alla ricerca dello scatto giusto: http://pohtpof.tumblr.com/

Attenti a non farvi sfuggire il cellulare nella minestra… certo, sono rischi del mestiere!…

cellulare-nella-minestra

Buon foto-pranzo!

©2014 Mirella Puccio – Tutti i diritti riservati

Ancora sorprese da Facebook

1 Novembre 2014 Commenti chiusi

AGGIORNAMENTO:
Il “problema” è stato risolto! Che birbe però quelli di Facebook, ci provano sempre con la pubblicità occulta…

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Chi vive o è nato a Palermo, forse non si è accorto che a sua insaputa il nome della città nel profilo Facebook è stato modificato con “Unione Sportiva Città di Palermo“. Per chi non lo sapesse, si tratta del Palermo Calcio e io francamente non ho voglia di lasciare questa dicitura, non sono nata in un campo di calcio, ma in una città. Vorrei avere la libertà di digitare “Palermo” per indicare il luogo di nascita e la mia città di residenza.

Screenshot_Profilo_Facebook_Mirella_Puccio

A quanto pare questo tipo di pagine che riportano a città e Paesi, sono create da Facebook, quindi il social network ci propina e impone pubblicità direttamente. Io me ne sono accorta oggi 1° novembre, intorno alle 17.00, per caso, così ho guardato i profili dei miei contatti palermitani riscontrando la stessa variazione. Nessuno di noi è nato o vive a Palermo, ma presso “Unione Sportiva Città di Palermo“.

Il sistema  non permette di digitare “Palermo“, Facebook obbliga i suoi utenti a selezionare solo questa dicitura oppure a lasciare in bianco, cosa che ho fatto.

Ancora un modo scorretto e deprecabile di fare pubblicità forzatamente attraverso utenti ignari. Ovviamente ho provveduto a segnalare il problema attraverso l’apposita opzione disponibile, ecco lo screenshot:

Segnalazione Facebook Palermo

Vediamo se rispondono e cosa rispondono… e soprattutto se provvedono a rettificare.

©2014 Mirella Puccio – Tutti i diritti riservati 

 

Elogio del sonno

24 Ottobre 2014 Commenti chiusi

Cinque letti per un sonno da favola…

Dormiamo male.
Materassi troppo morbidi o troppo rigidi, clima troppo caldo o troppo freddo, ore al PC o davanti alla TV, ergo, qualità del sonno molto carenteFloat-Bed e… mancanza di sogni. Mi pare siano mesi che non sogno più o forse i miei sogni sono così brutti che al mattino li seleziono e li elimino cliccando col tasto destro del mio cervello. Temo pure che il mio materasso sia un po’ datato e certi pensieri abbiano spesso il sopravvento sul sonno. Capita infatti che la sera alcune emittenti televisive passino inserti pubblicitari relativi a materassi in lattice o in memory foam e per promuoverli mostrano la popolazione di acari che avrebbe colonizzato i classici materassi… roba da perdere il sonno, gli acari ingranditi sono mostruosi e pensare che abbiano invaso letti e divani di casa nostra fa rabbrividire.  I nuovi materiali utilizzati invece ne sarebbero esenti… sarà vero?

Casualmente mi sono imbattuta su alcuni letti o per meglio dire spazi di riposo e relax che definire “un sogno” sembra riduttivo. Beh, vale la pena darci un’occhiata e perché no, sognare di comprarne uno! Ne ho selezionati cinque, alcuni con un design ricercato, altri apparentemente più semplici, ma ognuno a suo modo appare come il luogo ideale per parlare d’amore, raccontare favole e riposare beatamente.

Float Bed”, il più evocativo
Si tratta di una moderna interpretazione del tradizionale baldacchino, realizzato con lattice naturale, bambù e lana. Sembra irreale, ricorda un film fantastico e certamente si coniuga a meraviglia in una casa in riva al mare. Il Float Bed, letto a forma di barca, nonostante il nome non galleggia, se non nella fantasia di chi desidera acquistarlo…  ma in spiaggia sta benissimo! Disegnato da David Trubridge in Nuova Zelanda, è un sogno da 25 mila dollari.

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Float-Bed design by David Trubridge

“Eden”, l’elogio alla pigrizia
Eden è un sistema di riposo composto da un baldacchino, ispirato alle tende usate dai nomadi del deserto, e una piattaforma utilizzabile sia come divano, sia come letto, in entrambi i casi si tratta di arredi concepiti per esterni. Creato e prodotto da Ego Paris viene definito come un nido, dove indugiare giorno e notte, nel prato o in piscina;  il tendaggio candido, le linee semplici, conferiscono charme ed eleganza a un pezzo di squisito design.

letto-baldacchino-esterni-eden

The Private Cloud”, ritorno all’infanzia
Progettato dal designer tedesco Manuel Kloker, di forma ellissoidale, questo letto a dondolo consente di addormentarsi in totale relax grazie al suo lieve dondolio, che dovrebbe conciliare il sonno. Ricorda la classica sedia a dondolo o una culla. Se dopo un po’ iniziate a soffrire il mal di mare, è possibile ricorrere a un sistema di bloccaggio che fermerà il movimento, grazie a dei comodi piedini in gomma.

Private Cloud front

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The Birdnest”, il rifugio sicuro
Un profondo significato per questo letto a forma di nido, creato dagli architetti e designer dello studio israeliano OGE. I materiali utilizzati per la sua realizzazione però non sono ramoscelli, ma pezzi di legno lavorati e incastrati fra loro. Il letto-nido è un luogo dove poter dormire, rilassarsi, leggere, giocare, incontrare amici e lavorare. Originale pezzo d’arredamento, può diventare un divano, arricchito da tanti pouf/cuscini a forma di uovo, molto scenografici.  Considerate che  il “Giant Birdnest” è il più grande (450 cm di diametro) e può ospitare sedici persone; disponibile anche quello da 200 cm,  tutti reperibili su ordinazione. Arriva a casa vostra semi-assemblato e per rifinirlo basta seguire un dettagliato foglio d’istruzioni.

The_Birdnest

The Birdnest

The-Birdsnest

Book Bed”, dormire fra le pagine di un libro
Un letto gigante, un king size a forma di libro, che va collocato a terra alla maniera del tatami; le particolari lenzuola di cui è corredato fungono da pagine, da girare e rigirare a volontà. Realizzato dal designer giapponese Yusuke Suzuki è, manco a dirlo,  l’ideale per gli amanti della lettura… io lo vedo bene anche nella stanza di uno scrittore che intende restare “a casa” pure mentre dorme. Può costituire uno spazio confortevole per grandi e piccini, dove giocare, rilassarsi, guardare la TV e… fate voi. Come gli altri letti, è un elemento di design originale che richiede un’ampia stanza per essere valorizzato al meglio.

Book_Bed by Yusuke Suzuki

A questo punto, buonanotte a tutti e sogni d’oro.

©2014 Mirella Puccio – Tutti i diritti riservati